«La carenza di personale nel settore turistico, sia nelle figure ad alta che a bassa professionalizzazione, rischia di colpire l’incoming proprio nel momento in cui i numeri ci fanno sperare in un’estate di grande ripartenza». Lo denuncia in una nota Franco Gattinoni, presidente della Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio.

«Mancano ad esempio 7 mila autisti di bus turistici per la scarsa disponibilità di persone con la patente e le competenze adeguate – rincara Gattinoni – E si registra una gravissima penuria anche di guide turistiche nazionali, visto che non si fanno da troppo tempo esami di abilitazione, in attesa da 10 anni della nuova normativa per queste figure, che deve tener conto anche degli ultimi trend turistici come ad esempio cicloturismo, cammini e outdoor»

«Ciò finisce per lasciare spazio all’abusivismo, all‘illegalità e alla ricerca di scorciatoie come le abilitazioni fatte in altri Paesi europei, mentre influisce in modo negativo sulla possibilità di organizzare esperienze personalizzate e degne delle attese dei viaggiatori. In tale ottica sarà molto complicato far fronte ai picchi di lavoro – prosegue il presidente di Fto – e non mi riferisco soltanto alle città d’arte, alle grandi isole o alla riviera romagnola».

«I tre anni di Covid hanno fiaccato il nostro comparto e hanno cambiato lo scenario. Molte professionalità sono andate perdute e ora che si ritorna a lavorare il nodo delle risorse umane è la sfida cruciale che nessuno può eludere. Fto sta lavorando con grande dedizione al tema della formazione e dell’attrattività del comparto – conclude Gattinoni – Contiamo nella massima collaborazione di tutti i soggetti coinvolti per consentire al brand Italia di aprirsi al mondo nel migliore dei modi».

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