Gtt archivia il bilancio 2017: nel primo anno di piano industriale sono state dimezzate le perdite. Manca l’approvazione da parte di Fct Holding, finanziaria del comune di Torino. Crescono i ricavi da vendite e prestazioni (144,5 milioni + 1,8% sul 2016) e in particolare quelli derivanti da biglietti e abbonamenti  (110,4 milioni, + 2,7%). Il risultato di esercizio passa da – 66, 5 a – 32,6 milioni di euro.

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Ora il bilancio Gtt passa a Fct Holding

Il consiglio di amministrazione di Gtt (Walter Ceresa, Presidente e Amministratore Delegato, Gian Marco Montanari  e  Silvia Cornaglia, Consiglieri), ha approvato il progetto di bilancio Gtt per il 2017, che adesso dovrà essere approvato dal socio FCT Holding S.pA.(Finanziaria Comune di Torino). Si tratta del primo bilancio approvato dopo l’avvio del piano industriale e che trova infatti conferma nelle previsioni che sono alla base del piano stesso. Il primo dato che emerge è il dimezzamento della perdita di esercizio che passa dai 66,5 milioni del 2016 a 32,6 milioni di € (con un delta di 33,9 milioni). Un risultato, come si diceva, ampiamente atteso.

Biglietti e abbonamenti Gtt sopra 110 milioni

Dal punto di vista della gestione dell’anno, si legge nel comunicato diramato da Gtt, sono da segnalare alcuni aspetti significativi. Sul fronte delle entrate, anzitutto, la crescita dei ricavi complessivi da vendite e prestazioni 144,5 milioni contro i 141,8 del 2016 pari a un + 1,8%: risorse che Gtt ricava  dall’insieme delle sue attività e non dagli enti pubblici finanziatori. All’interno di questo trend, ancora più significativo il dato relativo alle vendite di  biglietti e abbonamenti, che supera per la prima volta la soglia simbolica dei 110 milioni (110,4 milioni contro i 107,21 del 2016 con un + 2,7%).

Costi operativi ridotti

A fronte di tali risultati per quanto riguarda le entrate, ricorda sempre Gtt nell’informativa stampa, è proseguita l’azione di ottimizzazione della gestione e dei risparmi interni. “La società – si legge nella relazione al bilancio – ha ridotto i propri costi operativi sia rispetto al 2016 (-4,8 milioni di euro), sia rispetto al dato di piano 2017 (-2 milioni di €). In particolare, grazie all’impegno di tutta la linea di comando di tipo tecnico, è stato possibile ottenere risparmi pari a quasi 1,5 milioni nel settore delle manutenzioni, mentre è sceso di ulteriori 3 milioni il costo per il personale (da 217, 4 milioni di € a 214,1).

Perdita di esercizio Gtt legata a partite straordinarie

La perdita di esercizio ancora presente è, come per l’anno scorso, legata in parte a partite straordinarie e non ricorrenti. In primo luogo, risultano minori “capitalizzazioni dei costi di manutenzione” pari a 10,5 milioni di €, spiegabili con l’ovvia diminuzione del valore complessivo dei mezzi più anziani e, come noto, in via di sostituzione attraverso le procedure già indette dall’azienda. Sono diminuite anche le compensazioni economiche da parte degli enti, ridotte di quasi 9 milioni di € ( 186 contro 195), a causa sia di una minore produzione sia per le modalità di calcolo dei corrispettivi concordate nell’atto transattivo con Agenzia della Mobilità Piemontese, Regione Piemonte e Città di Torino. Si tratta ovviamente di effetti transitori, in quanto tale atto fissa anche la fine dei cosiddetti “disallineamenti” a partire dall’anno in corso e ha consentito di definire versamenti a Gtt per oltre 62 milioni di €. Nel bilancio si riscontra infine una migliore posizione finanziaria nei confronti delle banche con una significati diminuzione dell’esposizione (-15 milioni di €).

Ceresa: «Il 2018 sarà cruciale»

“I risultati contenuti nel bilancio approvato oggi – spiega Walter Ceresa, Presidente e Ad di Gtt – confermano la correttezza degli assunti strategici alla base del piano industriale e l’inizio della sua piena attuazione da parte dell’azienda. Il 2018 sarà un anno cruciale. Siamo impegnati in un’opera di gestione corretta e attenta, che sfocerà a breve nella semestrale di bilancio. Allo stesso tempo sarà portata a compimento l’azione di incasso dei fondi straordinari frutto dell’accordo transattivo, mentre, sul fronte dei ricavi, sta per entrare a regime la riforma tariffaria”.

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