La gara toscana è appesa al palo (e con essa il rinnovo del parco autobus), col Consiglio di Stato che ha passato la palla alla Corte di giustizia europea. Ed ecco che la soluzione di mantenere in sella i gestori uscenti (ovvero il consorzio Mobit, perdente nella gara che aveva visto vincitrice Autolinee Toscane appoggiata dai francesi di Ratp) prende quota. Lo ha detto oggi il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, a margine della presentazione del rapporto Irpet sull’economia toscana.

Una soluzione per dare il via agli investimenti

Si tratta dell’«unica soluzione per procedere con gli investimenti e migliorare il trasporto pubblico su gomma – queste le parole di Rossi -. Al finanziamento dello Stato la Toscana, unica in Italia, aggiunge 60 milioni di euro ogni anno di risorse. Non possiamo mettere queste risorse per vedere poi degradare il Tpl». E aggiunge: «Tutto questo contenzioso ci ha fatto perdere anni e non ci fa crescere il servizio e neanche risparmiare. Andiamo avanti con questa soluzione che ci sembra confortata anche sul piano tecnico legislativo per non aspettare semplicemente che si risolva un contenzioso che potrebbe andare avanti per altri due anni».

A fine maggio, infatti, il Consiglio di Stato ha infatti rimesso all’organo della Ue il pronunciamento sui requisiti in possesso di Ratp per partecipare agli appalti in Italia. In marzo il Tar aveva proceduto ad affidare provvisoriamente il servizio ad Autolinee Toscane (Ratp), vincitrice in prima battuta ma poi esclusa (insieme a Mobit) per irregolarità nei Piani economico finanziari (Pef). Acqua passata. Rossi, ora, propone una proroga a favore di Mobit (di cui fa parte anche Ataf). Una pensata che potrebbe portare a un’ulteriore ricorso al Tar, questa volta da parte di Autolinee Toscane/Ratp. Secondo il presidente della Regione, in ogni caso «i cittadini hanno il diritto di avere un trasporto pubblico buono».

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