Ubaldo Marra

Fra qualche settimana apre i battenti l’ EXPO 2015, l’evento più atteso del 2015, non solo a Milano, sede dell’esposizione, ma in tutta Italia. L’EXPO vuole essere il simbolo di una rinascita del Paese, non solo economica, ma culturale, direi etica. Rinascita economica: si stima che 25 milioni di turisti verranno a Milano per visitare l’Expo. Rinascita etica: sarà possibile dimostrare che siamo in grado di promuovere ed organizzare grandi eventi, rinunciando a fenomeni corruttivi e di mal governo. Rinascita culturale: l’Expo è una vetrina mondiale, non solo per Milano, ma per ogni singolo territorio del nostro “bel paese”. Sarà, quindi, non solo una rassegna espositiva, ma anche un processo partecipativo, al quale tutti saranno chiamati a fornire il proprio contributo. Se è noto quanti visitatori si aspettino gli organizzatori, ciò che, invece, è ancora ignoto è cosa si aspettano gli amministratori e gli operatori turistici degli altri territori, fuori dalla Lombardia; cioè, quanti di quei 25 milioni si muoveranno oltre la Lombardia e dove vorrebbero / potrebbero andare? Non vi è dubbio che tutte le Regioni e le città d’arte e turistiche italiane abbiano pensato di “sfruttare” l’Expo, per catturare una parte di quei 25, forse più, milioni, che arriveranno a Milano, nel 2015. Ma è veramente credibile che chi si sarà recato a Milano per visitare l’Expo, girerà, poi, l’Italia per vedere, ad esempio, il MUSE di Trento o il Cristo velato a Napoli? E se così fosse, come si sposteranno da Milano verso i luoghi di destinazione desiderata? È evidente che i turisti stranieri arriveranno in aereo e, molto probabilmente, per muoversi da Milano utilizzeranno, eventualmente, mezzi di trasporto collettivo. Quelli italiani, secondo le nostre tipiche abitudini, a loro volta, arriveranno all’Expo, per lo più, con la propria auto; qualcuno in treno, ancor meno in bus. Eppure è qui che potrebbe trovarsi una delle chiavi di gestione delle risorse, sia in termini economici che ambientali, dimostrando, per di più, di aver saputo interpretare il messaggio dell’Expo anche sul piano della mobilità coniugata attivamente all’’evento. Recita il sito ufficiale dell’EXPO2015: “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” è il Tema al centro della manifestazione, il filo logico che attraversa tutti gli eventi organizzati sia all’interno sia all’esterno del Sito Espositivo. Expo Milano 2015 sarà l’occasione per riflettere e confrontarsi sui diversi tentativi di trovare soluzioni alle contraddizioni del nostro mondo… servono scelte politiche consapevoli, stili di vita sostenibili e, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia, sarà possibile trovare un equilibrio tra disponibilità e consumo delle risorse. Proviamo, infatti, ad immaginare che enti pubblici, associazioni private, agenzie viaggi organizzino, dal 1° maggio al 30 ottobre, una serie di viaggi, soprattutto dal centro-nord italiano, per portare ogni giorno le migliaia di visitatori che dall’Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Veneto, Trentino, Marche e Umbria, si muoveranno verso Milano. E’ facile ipotizzare centinaia di autobus che si muoveranno da questi territori ogni giorno facendo scalare centinaia di passeggeri, davanti agli ingressi dell’Expo. Quegli stessi autobus, forse, potrebbero essere messi a disposizione di quei turisti che da Expo Milano volessero visitare le città d’arte vicine. È prevista un’organizzazione in tal senso? Non mi risulta! Ancora una volta tutto sarà affidato alla casualità ed alla libera valutazione del “povero” turista Expo fai da te, che, a mio avviso, farà la scelta più logica; usare il mezzo più veloce: il treno Alta Velocità. Da Milano sarà facile, per lui, immaginare di raggiungere, in poche ore, Bologna, Firenze, forse Roma; veloce visita al centro città e poi ritorno a Milano in serata. Nel frattempo centinaia di bus resteranno fermi in aree di parcheggio di Milano. Con il risultato che le iniziative realizzate per promuovere il territorio nei confronti di potenziali turisti nuovi, risulteranno fruibili da chi già vive o frequenta quel territorio. Forse sarebbe sufficiente pensare di organizzare un “bla bla bus”, che metta in rete l’offerta e la domanda dei percorsi bus, già operativi. O non era meglio “trasferire” i territori all’Expo 2015, mostrando ai 25 milioni, le opere d’arte, e non solo, più significative?

 

 

 

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