di Gianluca Celentano, conducente bus)

Conoscere il mestiere dell’autista serve anche a far comprendere a chi non è del mestiere o si avvicina alla professione, il perché di certe manovre con l’autobus o, le difficoltà del conducente per eseguirle.

Prima di entrare nello specifico sul tema “specchietti” farei un passaggio un po’ provocatorio sugli angoli ciechi, cioè quegli spazi che i nostri specchietti non riflettono, lanciando un altrettanta provocatoria proposta. Fermo restando l’attenzione del conducente e l’applicazione degli adesivi sui lati dei bus, secondo voi quanti utenti della strada hanno realmente compreso dove inizia un angolo cieco?
Un mezzo pesante aldilà di tutta una sofisticata elettronica spesso piena di snervanti cicalini e arresti improvvisi del mezzo, dovrebbe probabilmente avere una sorta di priorità nel traffico. Parlando di sostenibilità green e iniziative locali per ridurre traffico ed emissioni, forse basterebbe sensibilizzare l’utenza delle strade urbane a un semplice concetto: con l’autobus arrivi prima perché hai la precedenza.

Il buio e la pioggia

La guida di un autobus con il buio per certi versi è più rilassante, l’autista ascolta la musica, i passeggeri riposano e generalmente c’è meno traffico. Le cose cominciano a cambiare quando ti trovi su una carreggiata a doppio senso con i veicoli che sopraggiungono non mantenendo la destra. A peggiorare le cose è la pioggia e l’effetto rifrangente degli anabbaglianti sul parabrezza del bus. Molti autoveicoli, ahimè, circolano con l’altezza dei proiettori errata (troppo alti), altri, a seguito di piccoli tamponamenti, hanno l’asse di un proiettore puntato proprio contro di noi.

Ma non è finita. Qui la guida impone di ridurre la velocità – in funzione della visibilità – guardare avanti seguendo anche la linea di margine destra. Il problema maggiore è nei centri urbani quando piove: qui i passaggi avvengono al pelo seppur a velocità irrisorie, ma specchietti bagnati e riflesso dei fanali delle auto dietro a noi sugli specchi, creano l’inevitabile mix accecante per fermare un autobus. Varrebbe la pena in tema di pubblicità progresso, invitare gli automobilisti dietro di noi a spegnere gli anabbaglianti quando un bus è al buio e per giunta in manovra di retromarcia con la pioggia. Mi rendo conto che ricevere solidarietà dal traffico odierno è quasi impossibile, ma almeno si giustificherebbero le tempistiche delle manovre dei torpedoni senza strombazzare inutilmente. Manovre ben diverse da quelle di un autovettura…

L’intuizione

L’analisi degli spazi diventa la deformazione professionale degli autisti di mezzi pesanti. Antonio, un ex autista del Gruppo Arriva sul tema mi dice che ci vuole naso. In realtà intende che serve intuizione: “Prima di fare una qualsiasi manovra è bene capire dove ci si vuole mettere, cosa bisogna fare e dove passare“.

Tre condizioni che presuppongono un’esistente spazio per i bus – oggi non frequente – e controlli affinché non siano sottratti dalle auto. Roby Merlini ci ha raccontato che in Svizzera e non solo tutto è regolamentato rendendo migliore il rapporto di convivenza tra automobilisti e autisti, i quali posso inoltre usufruire di maggiori servizi diretti alla persona. Qui da noi quando sei riuscito a parcheggiare devi preoccuparti di quando dovrai andare via. Non è assolutamente raro che qualche auto si posizioni in un punto cruciale che impedisca successivamente qualsiasi manovra al nostro autobus.

Video specchietti

Le telecamere con video specchio al posto dei tradizionali retrovisori non riscuotono in realtà un gran riscontro tra gli autisti, io personalmente non ho avuto ancora la possibilità di utilizzarle. Posso riportare quello che riferiscono i colleghi quando sostengono di promuoverle soprattutto per la percorrenza autostradale, bocciandole invece esteticamente.

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