Sono ormai diversi gli episodi saliti alla ribalta della cronaca di bus Atac andati a fuoco. Un primo incendio si è verificato a gennaio 2019, causato da un catalizzatore deformato. Poi è toccato a un bus rimesso in servizio nonostante il rischio incendio, a un autobus messo su strada con pezzi di ricambio usurati, e infine a un mezzo incendiatosi nove minuti dopo essere uscito dall’officina. Tanti episodi, troppi per pensare a coincidenze, e che hanno portato la Procura a indagare per disastro colposo.

bus atac a fuoco

Bus Atac a fuoco, gli episodi considerati dalla procura

Il primo episodio di bus Atac a fuoco valido per la procura è l’incendio dell’”Iribus Cursor” avvenuto il 3 gennaio 2019  in via Costamagna, a Fontana Candida. A causarlo sarebbe stato un catalizzatore deformato. Secondo la consulenza del pm, nei quattro mesi precedenti il bus aveva già manifestato tre situazioni di «elevato rischio incendio». Pertanto, i controlli di Atac sono risultati inefficienti, e averlo rimesso in servizio, per il consulente, è «apparso poco prudente».

Un altro bus Atac a rischio incendio rimesso su strada è l’Iveco Citelis, che va a fuoco il 23 giugno 2019 in via Carmelo Bene, zona Bufalotta, per colpa di una perdita d’olio dal vano motore.

C’è poi l’incendio in via Cassia del 21 agosto 2019. A prendere fuoco questa volta è un Iveco Cityclass, incendiatosi a causa del turbo compressore. Il pezzo era già sostituito tre volte in un mese, utilizzando, come nota il consulente, componenti «fortemente usurati, ricavati da veicoli in attesa di essere rottamati».

Infine, l’episodio più eclatante preso in esame, quello del 13 maggio 2019 in via Portuense, quando un Citelis, uscito dall’officina alle 15.06, è andato in fiamme alle 15.15, esattamente nove minuti dopo.

Nella relazione, dunque, il consulente sottolinea che i bus Atac vanno a fuoco con percentuali superiori a tutti i mezzi pubblici italiani.

L’accusa e gli indagati

Per i ben quattro episodi di bus Atac a fuoco sono ora indagati dal pm Mario Dovinola dodici dirigenti della municipalizzata dei trasporti. L’accusa è quella di incendio con grave pericolo per l’incolumità pubblica e di disastro colposo.

Tra i dodici indagati figurano i nomi di Giovanni Macchiaverna, responsabile della struttura Manutenzione Veicoli con il compito di garantire la sicurezza dei trasporti, di Antonio Palazzo, dirigente dell’«area gomme», e di Federico Mannini, responsabile del monitoraggio dei mezzi. Risultano indagati anche Giuseppe Licata e Antonino Franco, addetti al coordinamento dei reparti di manutenzione gomme, e Gianluigi Di Lorenzo e Renato Chietini dell’officina Magliana. L’atto prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. «Dimostreremo la correttezza delle valutazioni», dice l’avvocato Giuseppe Falvo, difensore di Mannini.

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