di Gianluca Celentano

Abbiamo ampiamente fatto notare che non tutte le zone turistiche o le città possiedono spazi idonei per la sosta dei bus e il relax degli autisti. Varrebbe la pena di pensare a vere e proprie autostazioni? Purtroppo in molte località i parcheggi per gli autobus sono un puro miraggio e quando trovi uno spazio raggiungibile con acrobatiche manovre, c’è il rischio che qualcuno si lamenti per la tua presenza.

Sicuramente vi sarà capitato molte volte di vedere eleganti torpedoni in sosta, magari sfortunatamente sotto il sole, in spiazzi privi di alberi e di aver notato le bagagliere aperte.

Individuare un punto

In effetti, già dal mese di maggio rimanere a bordo del bus in sosta sotto il sole è impossibile. Lasciare il motore acceso con il clima inserito è coerentemente vietato e non esiste un clima elettrico supplementare per questa evenienza tutt’altro che rara. La ricerca di un posto idoneo non è semplicissima ed è da preventivare che qualcuno possa lamentarsi per la presenza del bus, anche se a motore spento.

L’autista quindi ha, come unico rifugio, la bagagliera opportunamente aperta da ambo i lati per far circolare l’aria. Ma non basta, meglio parcheggiarsi l’uno vicino all’altro per creare dell’ombra derivante dalle alte fiancate.

Organizzazione personale

Mi è capitato, durante le lunghe soste in condizioni di caldo afoso, di dovermi portare dietro un piccolo cambio d’abito. Ciabatte, canottiera e pantaloncini, un asciugamano da mare e un cuscino gonfiabile; questi gli accessori indispensabili per trasformare la superficie della bagagliera in un accettabile spazio relax. Va da sé che anche la pulizia della bagagliera è un particolare da non trascurare durante le rullate saponate settimanali al nostro autobus.

Tra le necessità dell’autista c’è anche quella della tranquillità, aspetto già affrontato, il che significa consentirgli di riposare in pace e possibilmente senza continui rumori molesti. Anche questo è un contributo verso la sicurezza, che oserei definire, sicurezza attiva.

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