Ancora più turchi che cinesi: nel 2025 in Italia 314 bus made in China e 434 made in Turchia
L’industria turca è storicamente forte in Italia e in tutt’Europa: l’Anatolia è la fabbrica del Vecchio Continente per diversi prodotti e quelli del mondo bus&coach non fanno eccezioni. Peraltro, basti pensare come costruttori del calibro di Iveco, Daimler e MAN costruiscano alcuni modelli di punta dei rispettivi portafogli prodotti in terra turca. Negli ultimi anni […]
L’industria turca è storicamente forte in Italia e in tutt’Europa: l’Anatolia è la fabbrica del Vecchio Continente per diversi prodotti e quelli del mondo bus&coach non fanno eccezioni. Peraltro, basti pensare come costruttori del calibro di Iveco, Daimler e MAN costruiscano alcuni modelli di punta dei rispettivi portafogli prodotti in terra turca.
Negli ultimi anni la presenza di costruttori turchi alle nostre coordinate geografiche si è fatta via via sempre più corposa e realtà come Karsan, Otokar, Isuzu, Temsa, BMC e Guleryuz (specializzata nei due piani per i tour turistici cittadini) sono entrati nel vocabolario del settore.
Lo stesso sta accadendo, ovviamente, anche con i costruttori cinesi. Veri e propri giganti che da qualche tempo hanno messo l’Europa (e l’Italia) nel mirino. Conti alla mano, il Dragone si sta ritagliando sempre più fette di mercato nel Belpaese, ma la penetrazione cinese, al momento, è inferiore a quella turca, nonostante si parli spesso e volentieri – e talvolta anche a sproposito – di invasione cinese.
Certo, la potenza di fuoco di cui sono capaci alcuni produttori come Yutong (il più grande costruttore al mondo di autobus per volumi), BYD (che sta facendo man bassa nel mercato delle auto elettriche) e King Long – giusto per fare tre nomi – è indiscutibile. E qualora queste e altre realtà riuscissero a mettere radici ben salde in Europa il rischio per l’industria europea è di venire ridimensionata, per utilizzare un eufemismo…
Costruttori turchi e cinesi di autobus in Europa: i dati del 2025
Ma concentriamoci sull’oggi. In Italia, secondo i dati Anfia sul 2025, sono stati immatricolati 5528 autobus (considerando anche i “leggeri” sono le 8 ton di massa a pieno carico). Bene, di questi 437 hanno targa turca e 314 targa cinese, ovvero il 7,9% e il 5,7% del totale. Non una novità: i brand turchi rimangono più forti dei competitor cinesi. Almeno per il momento…
Il player turco che ha meglio performato nel 2025 nello Stivale è stato Karsan con 165 targhe messe a referto (erano 134 nel 2024). Poi Otokar, in contrazione: dai 313 pezzi del 2024 ai 110 dell’anno passato. Poi Isuzu con 59 (erano 84), Temsa con 57 (contro 61), BMC con 36 (erano 42) e Guleryuz con 10 (contro 4). In ultimo, un dato: nel 2024 la somma dei produttori turchi faceva 638 sulle 6595 targhe totali, pari al 9,7%.
Venendo invece ai costruttori cinesi, a guidare la truppa è King Long con 155 (55 nel 2024), seguita da Yutong con 95 pezzi (59 nel 2024) e dunque da Higer con 23 (26) e Crrc con 20 (0 nel 2024. Poi BYD a 14 (erano 69), Foton con 3 (7), Suzhou Eagle con 3 (erano 0) e Alfabus con 2 (0). A differenza dei player turchi, quelli cinesi hanno incrementato il proprio market share, che nel 2024 era del 3,2%.
P.S. No, non ci siamo dimenticati degli Scania-Higer costruiti in Cina! Ma in questo articolo ci siamo focalizzati sui mezzi di brand cinesi e brand turchi, e non alle collaborazioni di costruttori europei in Oriente
