Se c’è un dato dal quale partire per un’analisi approfondita del mercato dell’autobus italiano 2025 sotto le 8 ton è il seguente: il 79% delle immatricolazioni registrate è a motore convenzionale diesel. Infatti, secondo i dati raccolti, processati e pubblicati da Anfia – che ringraziamo per il certosino lavoro – delle 1.416 targhe registrare lo scorso anno, 1.118 sono a gasolio. E seppur numericamente inferiori alle 1.290 del 2024, il market share del diesel cresce di 3,5 punti percentuali su base annua.

Il mercato dei “leggeri”, insomma, rimane il regno incontrastato del diesel, a differenza di quanto negli ultimi anni è accaduto sopra le 8 ton di massa a pieno carico: qui, infatti, il gasolio rimane la trazione dominante, ma le sue quote sono in continua erosione, venendo peraltro surclassate dalla trazione elettrica a batteria nel segmento degli urbani. Ma, ora, concentriamoci sui “corti”…

Il mercato del minibus italiano 2025: urbani, extraurbani, turistici e scuolabus

Oltre il 40% dell’immatricolato (il 40,3% per l’esattezza) è rappresentato dai turistici: se ne sono contati 571 (-24,9% sul 2024, quando erano 760). Appena sei unità sotto ecco gli scuolabus, che cedono appena lo 0,3% sullo scorso anno: 565 e quota del 40%. Dunque i Classe I: sono “appena” 146 (contro i 219 del 2024, – 33,3%), e volume del 10,3%. Infine i Classe I: 134, -8,2% sui 146 del 2024 e quota di mercato del 9,4

Alimentazioni e lunghezze sotto le 8 ton di massa a pieno carico

Se del diesel abbiamo già detto, dobbiamo dire della trazione elettrica: il 10,1% delle 1.416 targhe è a batteria, ovvero 143 veicoli. Curiosamente, sono poco meno del 2024, quando se ne registrarono 148. Sono invece 126 i mezzi a metano, che cede il 47,1% rispetto all’anno passato: il gas pesa per l’8,9%. Infine, anche 28 targhe ibride, stabili 28 (contro 30 del 2024) e share del 2%.

Passando ora in rassegna le 1.416 immatricolazioni e prendendo in mano la bindella, la stragrande maggioranza è tra i 6,10 e i 7,99 metri: in questo finestra sono arrivate 1.051 targhe, pari al 74,2% del totale. Dunque eccone 307 tra gli 8 e i 9,99 metri (21,7%). Sono invece “solo” 58 fino ai 6,09 metri, pari al 4,1%.

La classifica dei costruttori

Sul numero di marzo saremo molto più dettagliati e pubblicheremo la tabella con tutti i costruttori e la classifica per ogni profilo di missione. Nel mentre, ecco la graduatoria per immatricolato. Non è una sorpresa vedere Iveco Bus là in alto con 765 immatricolazioni e market share del 54% tondo-tondo (grazie anche a oltre 200 veicoli Indcar). Sul secondo gradino del podio ecco Daimler Buses, o meglio i 246 modelli MercedesBenz (17,4%), mentre il bronzo va a Ford con 215 (15,2%).

Ai piedi del podio, ma lontanissima dai primi tre, Volkswagen con 64 targhe (4,5%), seguita da Fiat con 50 (3,5%) e MAN a 33 (2,3%).

Sotto l’1 per cento di quote di mercato tutti gli altri: K-Bus con 10, Karsan con 7, Otokar con 6, Isuzu con 4, Foton, Peugeot e Sitcar con 3, BMC, King Long, Maxus e Tecnobus con 1. Avanzano 3 targhe, sotto l’etichetta di “altri”

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