I dati al servizio del trasporto pubblico. È la possibilità offerta da Vodafone Anaytics ad autorità e operatori di tpl. «Per noi digitalizzazione significa gestire i dati – le parole dell’Head di Vodafone Analytics Filippo De Vita in occasione della tappa genovese del Mobility Innovation Tour 2019 -. Come operatore telefonico abbiamo la geolocalizzazione dei cellulari Vodafone ogni 30 secondi. Avere la geolocalizzazione di 22 milioni di dispositivi su 67 milioni di italiani permette di avere il dato realistico di come si sta spostando in tempo reale la popolazione. Questi dati sono una miniera d’oro per i trasportisti e permettono di profilare in cluster l’utenza. Possiamo ricostruire e analizzare la domanda di trasporto». Con una precisazione in tema di privacy: le informazioni, specificano da Vodafone, «vengono anonimizzate e aggregate alla fonte».

filippo de vita vodafone analytics

Una potenzialità di cui si è servito, per esempio, primo in Italia, il comune di Padova, che nel novembre 2018 ha presentato insieme a Vodafone Analytics uno studio che analizza gli spostamenti effettuati nell’arco di quattro mesi da 2.8 milioni di utenti. Oltre 140 i milioni di spostamenti monitorati. Obiettivo? Andare incontro con precisione alle esigenze dell’utenza offrendo l’organizzazione dei servizi di trasporto pubblico più efficace possibile.

Filippo De Vita, ci può fornire una fotografia di Vodafone Analytics?

«Vodafone Analytics nasce in una modalità agile, è un team cross-funzionale dove persone di diverse business unit contribuiscono a creare prodotti estremamente innovativi. È guidata dall’unità di marketing ed evoluzione del prodotto, ma vi contribuiscono quotidianamente persone di It, di rete, di legal, di security, di vendite. È un team che lavora sull’evoluzione del prodotto in una modalità molto diversa da quella canonica. Siamo l’unico operatore ad avere creato un business che prima di fatto non c’era».

Quali sono i tool che può offrire il gestore di telefonia, nello specifico Vodafone, all’operatore di trasporto pubblico?

«Noi di Vodafone Analytics ci vogliamo posizionare proprio come un fornitore di strumenti per le decisioni di pianificazione dei trasporti. Offriamo tool diversi tra di loro, in funzione di chi li deve usare».

Ci può fare qualche esempio?

«Certamente. La prima attività che svolgiamo, quella più basilare, è quella di fornire dei report di informazioni quantitative sull’utilizzo del territorio in base a degli indici decisi insieme al soggetto interessato. Il secondo step è uno strumento interattivo, una dashboard web, per avere accesso alle informazioni che la piattaforma Vodafone Analytics mette a disposizione. La dashboard è caratterizzata da un’interfaccia semplice ed user friendly».

E poi?

«Il terzo step è quello più industriale, e consiste nel mettere a disposizione la conoscenza di Vodafone Analytics sul dato territorio o sul dato Kpi (indice, n.d.r.) attraverso delle Api (Application programming interface, vale a dire applicazioni in grado di accedere ai servizi di un’altra applicazione mediante linguaggi di programmazione. In questo modo semplificano il ‘dialogo’ tra un’applicazione e l’altra, n.d.r.). Ovvero, i sistemi di business intelligence di chi gestisce la pianificazione dei trasporti possono interrogare la nostra big data platform attraverso delle chiamate Api, senza passare attraverso interfaccia grafica ma bensì facendo delle query in tempo reale e in questo modo ricevono l’informazione necessaria che può essere importata in automatico sulle piattaforme usate per pianificare e definire l’organizzazione dei trasporti».

Ci sono già dei progetti in atto in Italia?

«Ce ne sono diversi. Un caso specifico è quello di Padova, dove abbiamo fornito all’amministrazione la misura della matrice origine-destinazione molto dettagliata che è in utilizzo per la pianificazione della nuova rete tramviaria. È stata fatta un’analisi della mobilità dalla cerchia dei comuni attorno a Padova, individuando i flussi che entrano ed escono dalla città in determinati orari e lungo determinate arterie. Questo aiuta a fare una riflessione su come gestire i picchi di domanda».

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