Chi l’ha detto che una rivista di autobus debba parlare solo di mezzi e chilometri? Questo articolo nasce da una testimonianza diretta, quella di un autista molto noto nel settore del noleggio e dei viaggi in pullman: Roby Merlini, volto conosciuto e seguito da migliaia di colleghi. Un racconto che esula dalla tecnica di guida ma che, proprio per questo, tocca una dimensione spesso sottovalutata del nostro lavoro, e che riguarda quello che accade attorno e dentro i viaggi.

Merlini racconta un’esperienza che, pur avendola già condivisa con altri colleghi, continua a ricordare con una certa apprensione. Il contesto è quello dei viaggi religiosi, una tipologia di servizio che molti conducenti conoscono bene e che, rispetto ad altre specialità con i bus, viene spesso percepita come più rilassata nei ritmi. Sono viaggi in cui si crea un clima particolare, fatto di riconoscenza, fiducia e rapporti umani diretti, e dove una parte significativa dei viaggiatori è composta da amici dei parrocchiani desiderosi di staccare la spina per qualche giorno. Proprio durante un pellegrinaggio a Medjugorje, Merlini ha conosciuto la donna con cui è legato da tredici anni.

Urla nel buio a Medjugorje 

L’episodio avviene di sera nel 2013, durante uno dei tanti pellegrinaggi a Medjugorje, avvenuto nei pressi del monte Križevac, dove sorge la grande croce monumentale. Roby racconta che una donna della comitiva aveva iniziato a manifestare un crescente stato di inquietudine. La tensione, secondo la sua testimonianza, esplode durante il soggiorno in albergo. Dall’atrio della piccola struttura, lui e altri presenti avvertono improvvisamente un forte frastuono provenire dal primo piano, come se qualcosa si fosse infranto. Raggiunte le camere si trovano davanti la stessa donna in evidente stato di alterazione. Merlini riferisce che pronunciava parole prive di apparente senso, in una lingua diversa dall’italiano, con uno sguardo che appariva completamente mutato, scuro, con il bianco degli occhi non visibile. Un episodio che definisce traumatico e che, sempre secondo il suo racconto, portò alla ricerca immediata di due sacerdoti presenti in zona con esperienza in pratiche di esorcismo.

Inquadrare episodi di questo tipo richiede cautela, anche alla luce della diffusione di fake news e narrazioni distorte che impongono verifiche costanti in ogni ambito. Resta però il fatto che contesti fortemente simbolici e spirituali, come i pellegrinaggi, possono amplificare percezioni ed emozioni, lasciando segnato chi li vive, compresi gli autisti, spesso testimoni silenziosi. In Italia, tuttavia, le credenze nel paranormale non sono marginali, anche se molto variabili a seconda delle definizioni. Secondo il Rapporto Italia Eurispes 2024, circa un italiano su quattro mostra una qualche apertura verso fenomeni non spiegabili razionalmente. Basti pensare che il 26% ritiene di possedere abilità psichiche, il 21,7% crede nella comunicazione con i defunti e il 17,8% nella reincarnazione. Lo stesso rapporto evidenzia che quasi il 16% degli italiani ha consultato almeno una volta maghi, cartomanti o medium. Se si entra in ambiti più specifici e controversi, come la magia nera o le possessioni, la percentuale di chi dichiara di crederci  scende intorno al 5%, ma sale fino a circa un quarto della popolazione – secondo SWG rielaborati da Pagella Politica – se si includono coloro che “non escludono” del tutto questi fenomeni.

Numeri che non certificano nulla sul piano scientifico, ma che aiutano a comprendere come suggestione, spiritualità e contesti simbolici, come i pellegrinaggi, restino un terreno fertile per esperienze vissute in modo intenso. 

di Gianluca Celentano

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