TSG, il multi-energy player al servizio della mobilità sostenibile
Negli ultimi anni il settore della mobilità sta attraversando una trasformazione profonda, spinta da obiettivi di decarbonizzazione sempre più stringenti e da un’evoluzione tecnologica che sta ridisegnando infrastrutture, flotte e modelli operativi. In questo contesto si inserisce TSG, gruppo europeo presente in trenta Paesi che, nato nel mondo dei carburanti tradizionali, si è evoluto in un operatore multi-energy, integrando soluzioni legate a elettrico, […]
Negli ultimi anni il settore della mobilità sta attraversando una trasformazione profonda, spinta da obiettivi di decarbonizzazione sempre più stringenti e da un’evoluzione tecnologica che sta ridisegnando infrastrutture, flotte e modelli operativi. In questo contesto si inserisce TSG, gruppo europeo presente in trenta Paesi che, nato nel mondo dei carburanti tradizionali, si è evoluto in un operatore multi-energy, integrando soluzioni legate a elettrico, gas, fotovoltaico e idrogeno. TSG opera come partner tecnico lungo tutta la filiera, dalla progettazione alla realizzazione fino alla manutenzione delle infrastrutture energetiche.
«Oggi TSG è uno dei leader europei nei servizi tecnici per la mobilità e la distribuzione energetica, con una presenza consolidata anche nel trasporto pubblico. Nel 2025 TSG Italia gestisce circa 60 depositi autobus dotati di impianti di rifornimento tradizionali e ha realizzato oltre 1.760 punti di ricarica elettrica, di cui più di 200 dedicati al Tpl. A questi si affiancano diversi impianti di rifornimento di metano compresso a servizio di flotte di centinaia di autobus», spiegano dall’azienda. Un posizionamento costruito nel tempo, partendo dal core business storico legato ai carburanti tradizionali e ampliandosi progressivamente verso le principali soluzioni energetiche per la mobilità.
Ecco, l’evoluzione non è stata solo tecnologica, ma anche strategica. TSG ha scelto di accompagnare i propri clienti lungo il percorso di transizione, mantenendo al centro la gestione delle infrastrutture. «Ci siamo strutturati per affiancare i clienti nella transizione energetica, replicando sulle nuove energie ciò che abbiamo sempre fatto nel mondo oil. Oggi l’azienda integra nel proprio modello operativo diverse business unit, mantenendo al tempo stesso una forte continuità con il proprio passato. I carburanti tradizionali restano infatti una componente rilevante, soprattutto sul fronte della manutenzione e del service».
A rafforzare questo percorso sono state anche acquisizioni mirate, come CD Elettrica, Ranzato Impianti e SKY-NRG, che hanno ampliato le competenze in ambito elettrico e impiantistico, aumentando la capacità di progettazione e realizzazione su scala nazionale.
TSG, un EPC contractor per la mobilità sostenibile
Il modello TSG si distingue per un approccio integrato, che va oltre la fornitura di tecnologie: «Siamo in grado di offrire soluzioni end-to-end. Questo posizionamento da EPC (Engineering, Procurement & Construction) contractor ci consente di seguire l’intero ciclo di vita delle infrastrutture, un elemento sempre più centrale in un mercato caratterizzato da crescente complessità tecnica e operativa».
Alla realizzazione di impianti si affianca infatti a una forte componente di service, considerata una vera e propria spina dorsale del business. Un aspetto particolarmente rilevante in contesti come il trasporto pubblico, dove la continuità operativa rappresenta un fattore critico. A questo si aggiungela capacità di operare su tecnologie diverse in modo flessibile e “agnostico”, integrando soluzioni e componenti differenti in funzione delle esigenze del cliente.
E-mobility: infrastrutture, gestione e nuovi modelli di servizio
Sul fronte della mobilità elettrica per il trasporto persone, TSG si posiziona come partner tecnologico e operativo per operatori pubblici e privati, offrendo un insieme di soluzioni che spaziano dalla progettazione delle infrastrutture alla loro gestione nel tempo. L’esperienza nel TPLrappresenta uno degli ambiti più significativi.
Tra i progetti di maggiore rilievo figura quello con E-Gap a Roma: «Negli ultimi 12 mesi abbiamo realizzato due depositi completamente elettrificati e stiamo avviando la fase realizzativa del terzo, per un totale di oltre 120 punti di ricarica a servizio di circa 255 autobus full-electric. È un esempio concreto di come sia possibile accompagnare la transizione energetica su larga scala senza interrompere il servizio». Per garantire la massima continuità, è stata implementata una piattaforma di gestione tecnica che monitora i dati e gli allarmi e attiva gli interventi da remoto o in campo.
Accanto ai grandi progetti, l’azienda ha realizzato soluzioni tecniche mirate a contesti più complessi, come nel caso di SETA a Reggio Emilia e Piacenza. «A Reggio Emilia abbiamo lavorato su un deposito esistente, progettando una soluzione che riducesse al minimo gli scavi, senza impattare sulla normale operatività del deposito. A Piacenza, invece, siamo partiti da un’area completamente nuova adiacente al deposito, realizzando un’infrastruttura di ricarica per gli autobus che stanno gradualmente entrando in flotta. Le due infrastrutture sono integrate con un sistema di gestione centralizzato, che consente all’operatore di controllare entrambi i depositi e ottimizzare l’utilizzo della flotta”.
Si tratta di un aspetto tutt’altro che secondario: la transizione energetica, infatti, non avviene in contesti “vuoti”, ma su infrastrutture già operative, dove ogni intervento deve essere compatibile con la continuità del servizio. In questo scenario emerge anche il tema dei modelli di investimento. «Una possibile evoluzione è il fleet-as-a-service: invece di acquistare infrastrutture, gli operatori possono acquistare un servizio, spostando gli investimenti da Capex a Opex».
Un cambio di paradigma che potrebbe rivelarsi decisivo soprattutto nella fase post-incentivi. La scadenza del Pnrr, infatti, rappresenta uno snodo cruciale per il settore. Gli incentivi hanno accelerato gli investimenti, soprattutto nel trasporto pubblico locale, ma la loro progressiva riduzione apre interrogativi sul futuro. «Senza incentivi, molte aziende avranno difficoltà a sostenere investimenti multimilionari in flotte e infrastrutture elettriche. Da qui la necessità di modelli più sostenibili, sia dal punto di vista economico che operativo. Il fleet-as-a-service, in questo senso, si configura come una possibile risposta, ma il settore si avvia comunque verso una fase di assestamento».
Elettrico e gas: una transizione ancora aperta
Nonostante la crescente diffusione dell’elettrico, il percorso di transizione appare tutt’altro che lineare. Il gas naturale – sempre più spesso nella forma di biometano – continua infatti a rappresentare una soluzione concreta per il trasporto pubblico e pesante. «Oggi il metano resta una tecnologia utilizzata e su cui si continua a investire, anche in Italia e in Europa. I progetti realizzati lo dimostrano: dall’ampliamento dell’impianto SMTP di Parma al potenziamento delle infrastrutture di Brescia Trasporti. In questi contesti, la continuità del servizio è un fattore critico:parliamo di impianti che devono garantire il funzionamento quotidiano del trasporto pubblico. Se si fermano, si ferma il servizio. Un elemento che evidenzia come, al di là delle traiettorie di lungo periodo, le scelte tecnologiche siano ancora fortemente legate a esigenze operative e sostenibilità economica».
Idrogeno: tra prospettive e criticità
Guardando all’idrogeno, l’H2 rappresenta una delle tecnologie più discusse, soprattutto per il trasporto pesante e per le applicazioni che richiedono elevate autonomie. «Crediamo che l’idrogeno possa avere un ruolo importante, in particolare per i veicoli pesanti, grazie ai tempi di rifornimento ridotti e alle autonomie elevate». Allo stesso tempo, però, il mercato è ancora in fase iniziale. «Gli investimenti richiesti sono molto elevati e senza un forte supporto pubblico sarà difficile una diffusione su larga scala nel breve termine». Ad oggi, TSG è coinvolta principalmente nella manutenzione di impianti esistenti e nella partecipazione a gare per nuovi progetti, segnale di un interesse crescente, ma ancora lontano da una piena maturità industriale.




