Un rombo bianco su sfondo blu: è in arrivo un nuovo cartello stradale (forse!)
Avete mai sentito parlare di car pooling, ovvero del viaggio condiviso? Molto probabilmente sì. Si tratta di una forma di mobilità che punta a ridurre il numero di veicoli in circolazione, ottimizzando gli spostamenti e alleggerendo traffico ed emissioni. Un principio che non è affatto nuovo se consideriamo ciò che fanno ogni giorno migliaia di […]
Avete mai sentito parlare di car pooling, ovvero del viaggio condiviso? Molto probabilmente sì. Si tratta di una forma di mobilità che punta a ridurre il numero di veicoli in circolazione, ottimizzando gli spostamenti e alleggerendo traffico ed emissioni. Un principio che non è affatto nuovo se consideriamo ciò che fanno ogni giorno migliaia di autisti di autobus e operatori del trasporto collettivo, trasportando decine di persone su un unico mezzo invece che su decine di auto.
Il rombo (ancora) sconosciuto
Ecco, in materia di car pooling, esiste già un segnale stradale specifico che lo identifica chiaramente: un rombo bianco su sfondo blu, dal significato preciso, ovvero corsie dedicate a chi condivide il viaggio. Si tratta del simbolo utilizzato per le cosiddette corsie HOV (High Occupancy Vehicle), nate negli Stati Uniti e oggi diffuse in diversi Paesi per incentivare la mobilità condivisa e ridurre congestione e inquinamento. Il punto è che, almeno in Italia, tutto questo resta ancora più teoria che pratica. Il segnale è noto a livello internazionale e le politiche che lo sostengono sono consolidate – basti pensare alla Francia, dove è stato introdotto ufficialmente nel Codice della strada nel 2020 (art. R412-7 e segnaletica associata) – ma la reale applicazione sulle nostre strade è ancora limitata, quando non del tutto assente.
Cosa dicono le autoscuole?
Abbiamo interpellato anche autoscuole qualificate, attive nella formazione di istruttori e conducenti con patenti superiori. Il riscontro è stato chiaro: allo stato attuale, non esiste un inquadramento normativo, un recepimento preciso in Italia, se non quanto riportato da notizie e aggiornamenti di settore. Una situazione che potrebbe rientrare nelle consuete tempistiche di recepimento normativo, e quindi non certo una novità nel panorama nazionale. Ma, lungo la strada per Legnano, c’è anche chi si spinge oltre. Secondo alcuni operatori del settore, questo segnale difficilmente entrerà davvero in vigore in Italia, almeno non in modo capillare. Il dubbio, raccolto sul campo, è che non vi sia una reale volontà di introdurre una disciplina strutturata, se non limitata a poche realtà locali. Inoltre, l’eventuale applicazione – secondo queste opinioni – riguarderebbe soprattutto car sharing (noleggio a breve termine), veicoli elettrici e taxi. Resta da capire quale spazio verrebbe riservato al trasporto pubblico, perché, se davvero l’obiettivo è favorire la mobilità collettiva, i bus dovrebbero esserne i primi beneficiari.
Qualche segnale, talvolta anche a messaggio variabile, si incontra sporadicamente su alcune tratte autostradali, ma in assenza di una disciplina chiara e uniforme la corsia viene di fatto utilizzata indistintamente dagli utenti. Stando alle notizie, ad oggi non è formalmente previsto dal Codice della Strada italiano e, nella sua applicazione tipica, indicherebbe una corsia riservata a veicoli con almeno due persone a bordo, includendo anche autobus, taxi e – a seconda delle normative locali — veicoli elettrici. Tuttavia, secondo fonti europee e normative nazionali, il segnale è già operativo in diversi Paesi, tra cui Francia, Spagna e Germania, oltre che negli Stati Uniti e in Canada. In Italia, invece, laddove presente, si può ragionevolmente parlare di utilizzo in via sperimentale, forse per “temporeggiare” l’ufficialità dell’entrata in vigore.
Gli autisti di gran turismo che circolano anche all’estero lo chiamano segnale di “multipresenza”, che favorisce il trasporto collettivo e la condivisione dell’auto privata. Allo stesso tempo, nei Paesi in cui è pienamente in vigore, l’accesso senza i requisiti previsti comporta sanzioni.
di Gianluca Celentano
