Tra gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “c’è quello di assicurare il recupero del divario infrastrutturale tra le diverse aree geografiche del territorio, non solo nord-sud, ma anche est-ovest del Paese, compreso quello riferibile ad aree interne infra-regionali, nonché di garantire analoghi livelli essenziali dei servizi connessi.Il 50% dei 40 miliardi di euro finanziati dal Ngeu va alle regioni del Mezzogiorno; tale percentuale sale al 63% se si considerano unicamente le nuove risorse”. Lo ha detto il ministro dei Trasporti e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, in audizione alla Camera sul federalismo fiscale. Per il Piano Complementare, circa 10 miliardi di euro, “la percentuale di risorse destinate alle regioni del Mezzogiorno è pari al 91%”, ha aggiunto il ministro. Illustrando gli indicatori di accessibilità, il ministro ha ricordato che nel Mezzogiorno il 40% delle famiglie “indica difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici e la qualità del servizio offerto è più bassa”. Inoltre, sempre nelle regioni meridionali, “è più elevata la quota di famiglie che dichiara di vivere in abitazioni in cattive condizioni, con strutture danneggiate o con problemi di umidità”. Nel Mezzogiorno, inoltre, “si disperde il 48% dell’acqua immessa nella rete ed è più elevata la quota di famiglie che dichiara irregolarità nell’erogazione del servizio (18%) o che non si fida di bere l’acqua del rubinetto (40%)”, ha spiegato Giovannini. 

Pnrr, Giovannini: obiettivo recupero divario infrastrutturale Paese

Nella missione M2, rivoluzione verde e transizione ecologica, del Pnrr il 50% delle risorse (circa 5 miliardi di euro) per lo sviluppo della mobilità locale sostenibile e per gli investimenti sui sistemi di trazione con energia rinnovabile (elettrici o a idrogeno) è destinato – ha osservato Giovannini – alle regioni del Sud, in particolare per: lo sviluppo dei sistemi di trasporto rapido di massa in ambito urbano; lo sviluppo delle busvie elettriche in ambito urbano ed extraurbano; l’estensione delle ciclovie nazionali e della rete ciclabile urbana; il rinnovo del parco mezzi per il tpl su gomma (autobus elettrici, a idrogeno); il rinnovo dei rotabili per il trasporto ferroviario nazionale e regionale; la sperimentazione di sistemi ferroviari a idrogeno (in particolare nelle regioni Puglia, Abruzzo, Calabria, Sicilia e Sardegna). Nella missione M3 (infrastrutture per una mobilità sostenibile) il 46% delle risorse (circa 11 miliardi) per il potenziamento della rete ferroviaria è destinata alle regioni del Sud, in particolare per quanto riguarda: l’estensione della rete di alta velocità/alta capacità; l’implementazione delle tecnologie innovative come l’Ertms; il potenziamento dei nodi e delle reti regionali; l’elettrificazione di alcune ferrovie attualmente esercite con treni a gasolio; il piano di riqualificazione delle stazioni. A tali risorse “si aggiungono oltre 9 miliardi per l’estensione dell’alta velocità ferroviaria al Sud, sulla direttrice Salerno-Reggio Calabria”, ha spiegato Giovannini.

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