Fiocco azzurro sul bus: a Bologna una donna partorisce a bordo, aiutata dall’autista e dai passeggeri
A Bologna, una nascita improvvisa sulla linea 39 di Tper si trasforma in una straordinaria storia di vita e di solidarietà. Protagoniste una conducente di origini cubane, Niurka Roman, e alcune passeggere che, pur non conoscendosi, si sono ritrovate unite per aiutare una madre. Una mattinata apparentemente ordinaria, fino a quando una passeggera incinta ha […]
A Bologna, una nascita improvvisa sulla linea 39 di Tper si trasforma in una straordinaria storia di vita e di solidarietà. Protagoniste una conducente di origini cubane, Niurka Roman, e alcune passeggere che, pur non conoscendosi, si sono ritrovate unite per aiutare una madre.
Una mattinata apparentemente ordinaria, fino a quando una passeggera incinta ha iniziato ad accusare i dolori del travaglio: il bambino che portava in grembo aveva deciso di venire al mondo a bordo bus. Niurka ha compreso rapidamente la situazione, ma la partoriente parlava poco italiano e la comunicazione è avvenuta anche attraverso i gesti. Forte della propria esperienza di madre, la conducente ha cercato di rassicurarla, mentre altri passeggeri si mobilitavano per prestare aiuto. L’autobus è stato fermato nei pressi dell’ospedale Maggiore, ma il tempo per raggiungere una sala parto non c’era più.
Il piccolo è nato proprio lì, tra i sedili di un autobus di linea. Ad assistere la madre, insieme alla conducente, alcune passeggere, tra cui una giovane studentessa universitaria di ingegneria. Persone che fino a pochi istanti prima erano perfette sconosciute e che improvvisamente si sono ritrovate a condividere una responsabilità enorme. Quando il neonato ha emesso il suo primo vagito, Niurka ha utilizzato il proprio foulard per avvolgerlo e proteggerlo dal freddo. Nel frattempo erano stati allertati i soccorsi. Il personale del 118 è intervenuto rapidamente, prendendo in carico la madre e il bambino, accompagnati all’ospedale Maggiore per gli accertamenti. Entrambi risultano in buone condizioni.
Nel raccontare l’accaduto, Niurka non ha cercato meriti personali, preferendo ricordare la partecipazione spontanea di tutti i presenti e definendo quanto vissuto «un abbraccio di umanità».
In una società spesso ripiegata su se stessa, dove indifferenza, diffidenza e timore di assumersi responsabilità sembrano talvolta prevalere sulla solidarietà, questa vicenda invita a riflettere. Anche il mondo degli autisti, quotidianamente alle prese con stress, disservizi, tensioni e comportamenti non sempre esemplari, può riservare sorprese straordinarie. Dietro un mestiere talvolta vissuto con superficialità o scarsa sensibilità, emergono colleghi come Niurka, capaci di mostrare il volto migliore della categoria, fatto di determinazione, coraggio e autentica umanità.
Anche Tper ha pubblicamente espresso il proprio apprezzamento per la conducente, sottolineando la capacità di affrontare una situazione tanto insolita quanto delicata fino all’arrivo dei sanitari. «Da conducente, prima ancora che da divulgatore, desidero rivolgere a Niurka un sincero complimento. Perché, in un mestiere in cui troppo spesso si raccontano soltanto le difficoltà, gesti come il suo ci ricordano quanto valore umano possa esserci dietro un volante. Brava Niurka, sei un orgoglio per la nostra categoria».
di Gianluca Celentano
