Si avvia con tentennamenti sempre più importanti quella che, per l’Italia, avrebbe dovuto essere la stagione delle gare. La regione Abruzzo procederà all’affidamento in house a Tua. Lo ha affermato il consigliere regionale abruzzese ai Trasporti Camillo D’Alessandro. La deliberà per l’affidamento diretto sarà ratificata entro il 30 settembre.

Il 2019 non è lontano…

Il Regolamento Europeo 1370 prevede la scadenza del 2019 come termine del periodo transitorio per fare le gare in Italia. Una deadline che pochi hanno intenzione di anticipare. Milano e Roma sono esempi emblematici di una tendenza per l’affidamento diretto che, di fatto, non fa nemmeno notizia, tanto è comune. Nel caso specifico dell’Abruzzo, non si terrà alcuna gara perché «l’Abruzzo è una regione complicata, il 40% del territorio è rappresentato da aree interne a domanda debole. C’era il rischio concreto di vedere penalizzati molti cittadini residenti in quelle zone, che si sarebbero visti privati di un servizio fondamentale come è quello del diritto alla mobilità». Questa la motivazione illustrata da D’Alessandro, che ha aggiunto: «L’affidamento in house dei servizi di trasporto pubblico locale a Tua e la separazione degli stessi da quelli di natura commerciale non produrranno nè esuberi, nè licenziamenti. Inoltre non sarà penalizzato nessun Comune della nostra regione». Infatti, rimarca il consigliere delegato alla materia, «la scelta della Regione di procedere all’affidamento in house del tpl a Tua è perfettamente legittima ed è una delle ipotesi previste dalla normativa nazionale». Prima del 30 settembre si procederà anche con il trasferimento a Sangritana Spa del ramo commerciale. L’azienda «dovrà gestire il servizio come qualunque operatore privato – sottolinea D’Alessandro – assumendosi cioé il rischio d’impresa. Vale a dire che in caso di perdite, le stesse non potranno essere coperte con i contributi del trasporto pubblico locale».

Ma la Cgil sciopera

Intanto la Filt-Cgil Abruzzo ha proclamato una giornata di sciopero venerdì 15 settembre. Tra le motivazioni vi è proprio la cessione del ramo d’azienda a Sangritana, che «darà origine ad un trasferimento societario di tutti i servizi a lunga percorrenza ed interregionali oggi espletati da Tua (collegamenti da e verso Roma e da e verso Napoli) – si legge nella nota diramata dall’organizzazione sindacale -. Una decisione che, unitamente alla decontribuzione di alcuni importanti servizi essenziali in grado oggi di assicurare i collegamenti dei tantissimi pendolari abruzzesi con la capitale, andrà ad indebolire la società regionale di trasporto, limitandone fortemente i ricavi da traffico e determinerà altresì pesanti ricadute occupazionali soprattutto nelle aree interne. L’operazione, contrariamente a quanto vorrebbero far credere la Regione Abruzzo e la stessa Tua non risponde ad alcun obbligo di legge che invece prevede espressamente la possibilità di mantenere all’interno di una società (seppur affidataria di servizi ‘in house’) anche servizi di natura commerciale purché gli stessi siano opportunamente separati dal punto di vista contabile-amministrativo dalle restanti attività». D’Alessandro ha replicato: «Puntano forse a far saltare l’affidamento in house? Una scadenza che non abbiamo nessuna intenzione di rinviare, perché altrimenti perderemmo 20 milioni di euro di fondi statali, a cui l’Abruzzo non può permettersi di rinunciare».

(foto: Abruzzo notizie)

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