Mobit, in Toscana investimenti innovativi già fatti da aziende sane e vicine al territorio

Mobit. Pubblichiamo integralmente una lettera pervenutaci da Mobit in relazione alla gara di servizio della Regione Toscana

A seguito delle recenti interviste del Presidente di Autolinee Toscane Bruno Lombardi che ha cercato di rassicurare i cittadini della Toscana di fronte ad un possibile cambiamento così rilevante per chi utilizza i servizi di TPL, Mobit vuole replicare a tutela del vero oltre che della onorabilità delle aziende toscane. Premettiamo che nessuno nega l’esperienza di RATP (a Parigi, ma l’Ile de France è territorio diverso rispetto alla complessa realtà della Toscana dove la competenza di Autolinee Toscane è sinora davvero limitata).

Nelle recenti dichiarazioni, Lombardi si è esposto con affermazioni fuorvianti: è falso che AT porti un vantaggio sul rinnovo dei bus visto che Mobit ne ha offerti in gara 2124 (29 in più di quanti ne hanno offerti i francesi) a fronte dei 2700 attualmente circolanti di cui circa 1000 rinnovati dagli attuali gestori nel corso di svolgimento della gara.

Ed anche il biglietto unico che Lombardi cerca di vendere come una sua trovata, in realtà è un obbligo di gara già avviato da One con il tariffario unico regionale (in vigore da luglio 2018) e l’introduzione di sistemi di pagamento elettronico presenti ormai in tutti i bacini della Toscana. Tuttavia, il biglietto unico cartaceo è un concetto ormai superato: il futuro è quello di il consentire il pagamento con sistemi “universali” come le carte di credito o gli smartphone ed integrare gomma e ferro (già fatto a Firenze con la carta Unica). Le aziende di One, in questi due anni, hanno già avviato progetti persino più innovativi di quelli previsti in gara volti a semplificare la vita anche ai tantissimi turisti e visitatori che arrivano in Toscana. Non a caso, l’ultima presentazione del sistema di pagamento con carta di credito è avvenuta lunedì scorso a Lucca per l’inaugurazione di Lucca Comics, un evento da 250.000 visitatori.

Lombardi poi, afferma che porterà tecnologie di localizzazione satellitare. In verità, tutti i bus di One, da oltre un anno, sono dotati del sistema AVM che alimenta i sistemi di infoutenza su centinaia di paline intelligenti e su qualunque cellulare con le informazioni in tempo reale sul servizio.

Passando al tema dell’attenzione all’ambiente, RATP comprerà anche 400 bus elettrici (a Parigi però), ma si scorda che nel frattempo One ha già messo in strada oltre 100 bus tra ibridi ed elettrici da Firenze a Siena, da Prato a Livorno. A Pisa 5 bus ibridi collegano, ad esempio, la Torre di Pisa con la stazione e l’ospedale di Cisanello.

E i lavoratori devono stare tranquilli? Lombardi dice un’altra ovvietà, ovvero che AT assumerà tutti i 5455 lavoratori del TPL della Toscana (lo prevede il bando di gara), ma si dimentica di dire che nell’offerta presentata da AT sono previste ben 156 “uscite volontarie concordate” di cui 120 già nel secondo anno e altri 30 nel terzo mentre nel piano Mobit le uscite non sono previste.

Infine, Lombardi ha rilasciato dichiarazioni del tutto false. Afferma, infatti, che le aziende toscane siano in gran parte in perdita mentre, bilanci alla mano, nel 2018 le aziende del TPL toscano hanno tutte risultati positivi con un utile complessivo di quasi 12 milioni e la proprietà delle aziende è prevalentemente pubblica. Se poi consideriamo che anche Mobit ha fatto uno sconto di 5 milioni all’anno, i vantaggi per la Toscana, nel caso di aggiudicazione a Mobit, sono il doppio di quelli vantati da Lombardi. Se poi fosse vero, ma ci auguriamo di essere smentiti, che per firmare il contratto Autolinee Toscane stia chiedendo alla Regione maggiori corrispettivi rispetto all’offerta di gara, al danno si aggiungerebbe la beffa. I Comuni non risparmierebbero un euro e quelli soci delle nostre aziende perderebbero gli utili oltre che le aziende!

Seconda bugia di Lombardi: le aziende di One hanno già fornito e stanno fornendo tutte le informazioni necessarie ad Autolinee Toscane. Il personale di Autolinee Toscane è entrato decine di volte negli impianti delle nostre aziende per visionare tutti gli immobili e tutti i bus, e hanno acquisito decine di migliaia di documenti inerenti tutti gli asset: immobili, mezzi e personale. Sono stati forniti: atti di proprietà, planimetrie, contratti di lavoro, carte di circolazione, contratti integrativi, persino le 5455 buste paga e tutte le schede di manutenzione dei bus.

Il problema è che in questa gara non è prevista alcuna due-diligence. Per subentrare a gennaio 2020 Autolinee Toscane avrebbe dovuto essere già pronta con una propria organizzazione autonoma ed invece, proprio in questi incontri, sono emerse numerose richieste totalmente illegittime sul know-how delle aziende di One che ci fanno capire che questo evidentemente non è ancora avvenuto. Insomma Lombardi è un po’ come quei compagni di scuola che non hanno studiato e poi si arrabbiano se non li fai copiare.

Per concludere, ribadiamo che anche laddove si dovesse arrivare ad un subentro, lo si debba fare aspettando tutte le sentenze definitive prima di privare la Toscana dell’offerta migliore per il servizio oltre che di tutte le sue aziende. E vogliamo sperare che Autolinee Toscane che è al 100% di proprietà dello stato francese conti di pagare le tasse in Italia perché crediamo sia ancora obbligatorio per legge.

 

2019-11-13T16:32:16+00:008 Novembre 2019|Categorie: AUTOBUS NEWS, Uncategorized|

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