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Obiettivo dell’Amministrazione locale, in vista delle Olimpiadi invernali del 2026, è il potenziamento della mobilità in Val di Fassa. Un miglioramento che riguarda sia i residenti che i turisti.

Per raggiungerlo, il primo passo è investire nel trasporto pubblico su gomma. Nasce per questo il progetto Bus Rapid Transit: 60 milioni di euro per potenziare infrastrutture e mezzi sul tragitto Fiemme-Fassa.

Mobilità in val di Fassa, gli interventi di potenziamento

Dei 60 milioni di investimento previsti per il potenziamento della mobilità in Val di Fassa, 38 saranno utilizzati per la realizzazione di infrastrutture. Tra queste, una corsia riservata agli autobus per circa 18 chilometri, sui 40 complessivi della strada che collega Fassa a Fiemme. Altri 20 milioni serviranno per il rinnovo del materiale rotabile, che attualmente consta di 35 autobus attestati a Predazzo.

Oltre al progetto Bus Rapid Transit, la provincia valuta eventuali altri interventi integrativi. L’attuazione dipenderà dalle esigenze della comunità locale, come il potenziamento dei collegamenti a fune, e dalla possibilità di attingere ad altre fonti di finanziamento a copertura di almeno una parte dei costi.

Un’ulteriore ipotesi riguarda la possibilità di suddividere l’opera in due unità funzionali distinte (la cosiddetta “variante Campitello-Canazei”).

mobilità val di fassa

L’incontro tra i vertici

Le ipotesi sono state tutte vagliate durante un incontro tra il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, i dirigenti del Dipartimento Umst mobilità (Roberto Andreatta) e dell’Agenzia provinciale per le opere pubbliche (Luciano Martorano). Oltre ai sindaci della Val di Fassa e al procurador del Comun general de Fascia Giuseppe Detomas. L’incontro fa seguito a un precedente vertice organizzato con i sindaci della Val di Fiemme.

Abbiamo ricevuto dallo Stato un finanziamento globale sul tema Olimpiadi di 120 milioni” ha detto il presidente Fugatti . “Al suo interno una quota di 60 milioni verrà destinata al miglioramento e potenziamento della mobilità nel suo complesso, con ricadute positive che rimarranno ovviamente anche ‘a regime’. Il progetto BRT è quello che la Provincia sottopone ora ai territori interessati per una valutazione congiunta. Sono state prospettate anche altre ipotesi di mobilità, interessanti e moderne, che presentano però attualmente un limite oggettivo determinato dalla sostenibilità finanziaria. Non è detto che alcune di esse, in particolare quelle che ipotizzano il potenziamento degli impianti a fune, non possano esser complementari al disegno riguardante il trasporto pubblico su gomma, che rimane strategico. Se ci fossero anche altri canali di finanziamento, ad esempio di provenienza europea, saremmo disposti a considerarli. Il Recovery Fund, invece, per come è costituito oggi non può essere utilizzato perché ha tempi di appalto molto stretti rispetto ad un’opera come questa”.

Un lungo percorso di miglioramento

Quella di migliorare la mobilità pubblica in Val di Fassa è un’esigenza che risale già al 2010. Andreatta ha ripercorso tutte le tappe del processo di potenziamento fino al progetto BRT. L’offerta si è centrata sempre di più sull’utilizzo dell’autobus come mezzo di trasporto. Dal 2017 sono stati introdotti mezzi sempre più capienti e confortevoli, con accesso facilitato per utenza con mobilità ridotta. Sono stati poi elaborati progetti per migliorare i tracciati stradali, con lo sviluppo di corsie differenziate, nuove stazioni e parcheggi di assestamento. “L’obiettivo – ha sottolineato Andreatta – è innanzitutto il miglioramento del trasporto extraurbano su gomma, servizio ‘universale’ per eccellenza, che certamente rimane il cuore dell’offerta di trasporto pubblico”.

Aggiunge Martorano: “Questo modello prevede un significativo miglioramento dei tempi di percorrenza del traffico pubblico e al tempo stesso nessun peggioramento di quelli del traffico privato. Anzi, un leggero miglioramento anche qui, poiché le soluzioni adottate riducono l’impatto del traffico pubblico sulla viabilità generale”.

 

Fonte notizia: La Voce del Trentino
Fonte immagine: Predazzoblog

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