Sette misure cautelari, tre aziende e una sessantina di persone indagate per essere coinvolti nel trasporto di migranti irregolari. L’inchiesta della Procura di Milano ha messo nel mirino l’autostazione di Lampugnano, dove – da quanto emerso dalle indagini – alcuni fiancheggiatori, con l’aiuto di conducenti e tre imprese operanti per FlixBus e BlaBlaCar avvicinavano i clandestino chiedendo alcune centinaia di euro per portarli in Francia e in Svizzera.

A tal proposito, FlixBus ha dichiarato: «Collaboriamo con le autorità per fare in modo che queste indagini possano portare a una pronta risoluzione dei problemi rilevati all’autostazione di Lampugnano, essendo direttamente vittime di tale situazione. Da anni denunciamo le condizioni in cui versa l’autostazione di Lampugnano e la necessità di maggiori presidi delle forze dell’ordine per tutelare la sicurezza del personale di bordo delle compagnie e di chi viaggia. Nello specifico, abbiamo instaurato un dialogo continuativo con l’amministrazione sottoponendo segnalazioni formali alla Prefettura e al Comune di Milano, richiedendo maggiori controlli sino a presentare una denuncia-querela presso il Commissariato di Polizia e la Procura. Per migliorare la situazione, abbiamo inoltre deciso di investire in personale di sicurezza dedicato».

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Il traffico di migranti, secondo gli inquirenti, andrebbe avanti dal 2022 e, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, un gruppo di favoreggiatori stranieri erano soliti avvicinare persone senza permesso di soggiorno offrendogli questa “opportunità”.

Non tutti gli autisti, ovviamente, hanno prestato il fianco a questo malcostume e alcuni di loro, dopo essersi rifiutati, avrebbero subito minacce. Riportiamo quanto scrive il dorso di Milano del Corriere: «Uno degli autisti arrestati, per intimidire il collega che aveva provato a far scendere alcuni migranti da un bus, avrebbe tentato pure di mettergli in testa un sacchetto della spazzatura per soffocarlo».

Dei sette arrestati, cinque “fiancheggiatori” e due autisti, entrambi stranieri (di cui uno, scrive sempre il Corsera, irreperibile).

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