Sotto i 9,99 metri, sotto le 8 tonnellate: nel micro-mondo degli autobus, o meglio dei mini e midibus, più di qualcosa si muove. Le immatricolazioni nel 2023 hanno sfondato il tetto del migliaio: 1.097 le targhe dei leggeri. Iveco Bus padrone, il segmento degli scuolabus si ‘mangia’ quasi il 50 per cento dell’immatricolato, 52 gli elettrici (4,74 per cento del totale).

Dopo avervi parlato di come è andato il mercato dell’autobus italiano sopra le otto tonnellate sul numero della rivista di gennaio (con un approfondimento speciale di 6 pagine, 20-25), perché non andare a vedere cosa è successo sotto le 8 ton, ovvero nella galassia dei mini e midibus?

Se i ‘fratelli’ maggiori in questo 2023 che abbiamo da poco salutato hanno registrato un +72 per cento sul 2022, con 4.043 nuove targhe (dal 2004 non si sforava il tetto delle 4.000 immatricolazioni), anche i corti possono ritenersi soddisfatti dei risultati portati a casa.

Infatti, stando alla banca dati Anfia, il mercato del bus italiano sotto le 8 tonnellate segna 1.097 nuove targhe, +22,6 per cento sul 2022 (quando il pallottoliere si fermò ‘in collina’, a 895 unità). 

Leader e classifica

Il 68,2 per cento delle 1.097 immatricolazioni ’23 è appannaggio di Iveco Bus, forte di 748 pezzi (135 sono Mobi-Indcar). Anche in questo segmento, Iveco Bus, è market leader. L’anno scorso il costruttore si era fermato a quota 586. 

Seconda piazza per Daimler Buses: MercedesBenz ha confermato i 189 veicoli del 2022, pari a una fetta del 17,2 per cento. Terzo gradino per Fiat: 58 mezzi (erano 25 l’anno scorso), che valgono il 5,3 per cento del totale. 

Medaglia di legno per un’altra ‘F’, quella di Ford, che porta da 27 a 38 le macchine (3,5 per cento è la quota di mercato).

Quinto posto per Volkswagen, che perde oltre il cinquanta per cento (il 51,2 per cento per l’esattezza): sono 21 i mezzi immatricolati nel 2023 (erano stati 43 nel 2022).

Dieci, tutti elettrici, i dieci pezzi di Karsan: la casa di Bursa (Turchia), ne aveva immatricolato appena uno l’anno precedente. A quota dieci anche Peugeot, che migliora di tre unità il risultato ottenuto nel 2022.

Sotto le dieci unità Maxus: 6 veicoli e quota di mercato pari allo 0,5 per cento. Sei pezzi anche per Suzhou Eagle (che ne cede due rispetto ai 12 mesi scorsi). Bene Tecnobus, che si riprende dallo zero in casella dell’anno scorso e ne immatricola 4. Stesso discorso, ma a quota 3, Tekne, poi Isuzu (2) e Renault (1).

I profili di missione

Praticamente metà dell’immatricolato – 519 su 1.097 – è fatto dagli scuolabus. Qui Iveco Bus conferma ulteriormente la leadership con 416 mezzi e un market share dell’80,2 per cento. A distanza siderale Mercedes-Benz con 52 e Ford con 21.

Sono invece 325 i mezzi immatricolati per servizi turistici, di cui 174 Iveco, 78 della Stella di Stoccarda e 40 Fiat.

I minibus e midibus interurbani sono 151, di cui 99 Iveco, 28 Mercedes, 11 Fiat e 10 Karsan, modello e-Jest.

Infine, dei 102 urbani, 59 sono sempre Iveco, 31 sempre Mercedes-Benz, ma spiccano quattro Tecnobus a batteria. 

Motori, misure e geografia

Domina, anzi stradomina il motore a combustione interna diesel, con 848 veicoli sui 1.097 totali. Sono 194, invece, i mezzi a metano, tutti targati Iveco Bus.

Gli elettrici puri sono 52: 18 Fiat, 10 Karsan, 6 Suzhou Eagle, 4 Iveco, 4 Tecnobus, 3 Ford, 3 Maxus, 3 Tekne, 1 Mercedes-Benz. Tre gli ibridi gasolio-elettrico (1 Ford, 1 Iveco e 1 Mercedes-Benz).

787 dei 1.097 totali si collocano tra i 6,10 metri e i 7,99; 244, invece, dagli 8 ai 9,99. Appena 66, infine, quelli fino a 6,09 metri.

Interessante vedere da dove arrivano le 1.097 targhe del 2023. Bene, il Sud e le Isole primeggiano con 351 immatricolazioni, seguite dal Centro Italia (327), Nord Est (245) e Nord Ovest (174). Certo, considerando il Nord nel suo insieme, le immatricolazioni sono 419.

Insomma, dati in rialzo. Che speriamo vengano confermati (incrementati, se possibile…) nel corso del 2024. Staremo a vedere se questo anno bisestile porterà fortuna…

Fabio Franchini

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