Il punto di metà anno sul mercato dell’autobus italiano: uno su due è elettrico. E la vera notizia è il boom di BYD con 218 immatricolazioni (tutte a batteria). Iveco consolida la leadership
Al 30 giugno 2026 il mercato dell’autobus italiano ha messo insieme numeri da record: nei primi sei mesi dell’anno, infatti, sono addirittura 3.241 le immatricolazioni (sopra le 8 ton ptt), il 66% in più rispetto alle 1.954 – che erano già tante – del medesimo periodo della scorsa annata. Il motivo, repetita iuvant, è il […]
Al 30 giugno 2026 il mercato dell’autobus italiano ha messo insieme numeri da record: nei primi sei mesi dell’anno, infatti, sono addirittura 3.241 le immatricolazioni (sopra le 8 ton ptt), il 66% in più rispetto alle 1.954 – che erano già tante – del medesimo periodo della scorsa annata. Il motivo, repetita iuvant, è il PNRR e la sua fine: entro il 30 giugno dovevano essere completate tutte le forniture finanziate dai fondi comunitari. Ecco, insomma, perché ci troviamo a commentare dati così ingenti.
I numeri del mercato dell’autobus italiano a metà 2026
A balzare all’occhio sono essenzialmente cinque numeri. Il primo è 1.587: e-bus. Tradotto? Ogni due autobus nuovi che vengono targati, uno è a batteria (per l’esattezza, il 49%). Poi, sempre a proposito della trazione “alla spina”, il 78% degli urbani di fresca immatricolazione è elettrico (sono 1.519 su 1.941). Il terzo e non ultimo dato sull’elettrico è quello dei 68 interurbani – peraltro tutti di Iveco, modello Crossway – targati. Segno che il Classe II sta diventando il nuovo terreno di conquista della batteria.
Dalle auto agli autobus: la quarta notizia è l’exploit di BYD anche nel mondo del torpedoni. Il costruttore cinese, che si sta sempre più strutturando in Europa e in Italia, ha fatto registrare dall’Anfia la bellezza di 218 veicoli (tutti elettrici).
Poi, slegato dai fondi a pioggia del PNRR il momento d’oro dei bus turistici: in sei mesi ne sono stati immatricolati 715! Erano 598 al 30 giugno 2025, anno chiuso dai coach in altissima quota: 1.060.
Autobus urbani, interurbani, turistici e scuolabus

Grazie ai dati raccolti e messi a disposizione dall’Anfia, iniziamo a spacchettare le 3.241 immatricolazioni. Allora, il 60% della totale è rappresentato dai Classe I: 1.941 (+148,5% rispetto ai 781 del 2025). Come anticipato, di questi il 78% è coperto da 1.519 elettrici.
Gli extraurbani sono il segmento più “standardizzato”: se erano 565 targhe al 30 giugno 2025, ora sono 576 (+1,9%) e pesano per il 17,8% della torta complessiva. Il 22,1% dei 3.241 nuovi mezzi, invece, sono coach: 715 i turistici, in crescita del 19,6% sui 598 rilevati lo scorso anno.
Segnaliamo infine anche 9 scuolabus sopra le 8 ton di massa a pieno carico, ma come noto la stragrande maggioranza dei veicoli scolastici sia sotto la soglia segnalata: in totale, infatti, sono 275.
Le motorizzazioni dei bus: diesel, elettrico, gas, ibrido, idrogeno
La trazione regina non è più il diesel (almeno in questi sei mesi), ma l’elettrico a batteria: sono 1.587 (erano 353) pari al 49% del totale. Segue, però a distanza, il gasolio: 1.111, di cui 28 a bio-diesel (tutti Iveco), +25,5% sulle 885 del 30 giugno 2025. Il diesel rappresenta il 34,3% del nuovo immatricolato.
In calo sensibile la tecnologia del gas: 300 gli autobus a metano compresso (CNG) e appena 1 a gas liquefatto (LNG), per uno share del 9,3%. Ma erano 506 a metà della scorsa annata. Ancora più in calo e in difficoltà l’ibrido: “appena” 69 le macchine (erano 203) e quota equivalente dell’1,9%.
Quindi, per chiudere il cerchio delle motorizzazione, i fuel cell electric vehicles, ovvero i mezzi a idrogeno: sono 179 e pesano per il 5,5%.

La classifica provvisoria dei costruttori di autobus in Italia
Là davanti a tutti c’è Iveco Bus, che consolida la leadership in maniera importante: Iveco, infatti, rappresenta il 40,9% del mercato tricolore con 1.325 targhe. Seconda piazza a lunga distanza Daimler Buses, con il dato accorpato di Mercedes-Benz, 201 unità, e Setra, 97: 298 pezzi e share del 9,2%. Chiude il podio Solaris: 233 immatricolazioni e quota del 7,2%.
La medaglia di legno se la prende BYD con 218 e-bus e quota di mercato del 6,7%. Poco più sotto ecco Scania con 200 autobus tondi-tondi (6,2%), e MAN con 194 e share del 6%: 118 i Leone e 76 coach Neoplan.
A 129 ecco il primo costruttore turco, ovvero Otokar (4%), quasi agguantata da Menarini Bus con 126 (3,9%). L’ultimo costruttore sopra quota 100 è King Long con 107 (3,4%). A 80 Yutong (2,5%), 79 troviamo CRRC (2,4%), a 49 Karsan (1,5%), a 46 Temsa (1,4%), a 42 Irizar (1,3%), a 37 Isuzu (1,1%), a 24 BMC (0,7%), a 20 Hess (0,6%), a 16 Rampini (0,5%), a 6 Higer (0,2) a 4 Van Hool (0,1) e a 2 Volvo Buses (0,1%).
Chi ha immatricolato più elettrici?
Davanti c’è sempre Iveco Bus con 889 (56%), poi BYD con 218 (13,7%) e King Long: 107 (6,7%). Poi Yutong 80 (5%), CRRC 79 (5%), Solaris 55 (3,7%), Karsan 49 (3,1%), Menarini e BMC 21 (1,3%), Hess 20 (1,3%), MAN 17 (1,1%), Rampini 16 (1%), Otokar 7 (0,4%) e Mercedes-Benz 5 (0,3%).

Il mercato dell’autobus in Italia nel 1° semestre 2026, in breve
Quanti autobus sono stati immatricolati in Italia nel primo semestre 2026?
Nel periodo gennaio-giugno 2026 sono stati immatricolati in Italia 3.241 autobus oltre le 8 tonnellate di massa complessiva, con una crescita del 66% rispetto alle 1.954 unità registrate nello stesso periodo del 2025. Il risultato è stato trainato principalmente dalle consegne finanziate dal PNRR, che dovevano essere completate entro il 30 giugno 2026.
Qual è la motorizzazione più diffusa tra i nuovi autobus immatricolati nel 2026?
L’elettrico a batteria è diventato la motorizzazione più diffusa nel mercato italiano degli autobus. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati immatricolati 1.587 autobus elettrici, pari al 49% del totale. Seguono i modelli diesel con 1.111 unità (34,3%), mentre metano, ibrido e idrogeno rappresentano quote inferiori.
Quali costruttori hanno immatricolato più autobus in Italia nel 2026?
Iveco Bus guida il mercato italiano con 1.325 immatricolazioni e una quota del 40,9%. Seguono Daimler Buses (Mercedes-Benz e Setra) con 298 autobus, Solaris con 233 e BYD con 218 veicoli, tutti elettrici. Completano le prime posizioni Scania e MAN.
Quanto pesa l’autobus elettrico nel segmento urbano in Italia?
L’autobus elettrico domina ormai il mercato urbano italiano. Dei 1.941 autobus urbani immatricolati nel primo semestre 2026, ben 1.519 sono elettrici, pari al 78% del totale. Si tratta di uno dei principali effetti del rinnovo delle flotte finanziato attraverso il PNRR.
Perché il mercato degli autobus è cresciuto così tanto nel 2026?
L’aumento delle immatricolazioni è legato soprattutto alla conclusione dei progetti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Entro il 30 giugno 2026 dovevano infatti essere completate le consegne degli autobus acquistati con fondi europei, generando un forte incremento delle immatricolazioni nel primo semestre dell’anno.
