Lunghi 18 metri, capaci di trasportare fino a 140 passeggeri e targati Hess: sono i primi due filobus della nuova filovia di Verona, attesa da diversi anni. Si tratta così di un passaggio storico per la città scaligera e per la sua rete di trasporto pubblico, gestita da AMT3.

Entro fine giugno arriveranno altri quattro modelli, mentre la piena operatività è prevista per ottobre: in queste settimane prenderanno il “la” i test sulla linea per arrivare pronti in autunno con l’esercizio del servizio.

«Siamo estremamente soddisfatti di aver raggiunto questo importante traguardo, atteso da anni dalla città di Verona. L’arrivo dei nuovi filobus rappresenta il risultato di un percorso complesso che è stato reso possibile anche grazie al riconoscimento del valore strategico del progetto da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che lo ha inserito tra gli interventi finanziati dal Pnrr per il Trasporto Pubblico Rapido di Massa, in linea con gli obiettivi europei di mobilità sostenibile. Oggi, grazie al sostanziale completamento della linea ibrida, possiamo finalmente mettere a disposizione della città mezzi innovativi e ad alta capacità: si tratta dei primi filobus in Italia in grado di trasportare oltre 150 passeggeri, un elemento che contribuirà in modo significativo a migliorare l’efficienza e l’attrattività del trasporto pubblico urbano», le parole di Calogero Taibi, Amministratore Delegato di Hess Italia.

Grande soddisfazione anche per AMT3, come si evince dalle parole del presidente Giuseppe Mazza: «Questo non è un punto di arrivo, ma un altro punto di partenza dell’importante percorso che stiamo realizzando a Verona per avere un nuovo trasporto rapido di massa”. Sei autisti di ATV stanno completando la formazione e il 18 giugno sosterranno l’esame per l’abilitazione alla guida. I collaudi — che riguarderanno mezzi, linee elettriche e sistemi tecnologici — proseguiranno per tutta l’estate».

Si è espresso anche il direttore generale Mario Pollicelli: “C’è tanta emozione. È un gran giorno, anche se arriva in ritardo, nel senso che Verona lo aspettava da tanto, troppo tempo. Ringrazio l’intera struttura di AMT3, il Responsabile Unico del Progetto, ovvero l’ingegner Menna, il presidente e il consiglio di amministrazione: Senza il lavoro di tutti questo risultato non sarebbe mai stato possibile».

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