Una panoramica del mercato dell’autobus del Vecchio Continente nel primo semestre 2025: è arrivato il report realizzato dall’Anfia, sulla base dei dati Acea, che fotografa lo stato di salute del comparto bus (dalle 3,5 tonnellate in su di massa a pieno carico) nell’Europa dei 27, Regno Unito e area Efta (ovvero Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera).

Bene, dal primo gennaio al 30 giugno dell’anno in corso, sono stati immatricolati 24.695 veicoli, il 4,1% in più rispetto al dato del primo semestre 2024, quando il pallottoliere segnava quota 23.723.

I primi cinque mercati europei dell’autobus

A trainare le immatricolazioni il Regno Unito, protagonista di un exploit: 5.398 targhe, +38,9% (3.886) e market share a livello continentale del 21,9%. Dunque la Germania, che rappresenta il 12,3% del mercato, in leggero calo (-3,2%) con 3.042 immatricolazioni. Perde l’8% la Francia che nei primi sei mesi del 2025 registra 2.802 targhe (erano 3.047) per una quota dell’11,3% sul mercato totale. Quindi l’Italia, in difficoltà: -25%, da 3.476 a 2.624 e share del 10,6%. In calo sensibile, del 10,7%, anche la Spagna, che passa da 2.164 a 1.932 e quota del 7,6%.

I principali mercati europei sono tutti in negativo, tranne il Regno Unito, e con 15.798 unità immatricolate nel primo semestre del 2025, rappresentano il 64% delle immatricolazioni totali nell’area presa in esame.

Cresce dell’8,4% la Polonia, che sale da 1.107 a 1.200 targhe tonde-tonde, mentre la Repubblica Ceca fa il botto in positivo (+76,7%) passando da 477 a 843. Giù del 31,5% il Belgio, che si attesta a 434 (erano 634), mentre sale di molto (+64,8%) l’Olanda con 478 immatricolazioni (contro le 290 del H1 2024). A chiudere la top ten la Lituania: + 41,7%, da 144 a 204.

Autobus diesel, a zero emissioni, ibridi e a gas

Nonostante la crescita delle trazioni alternative, il 66% delle nuove immatricolazioni (circa 16.300) è a motore tradizionale diesel, che a livello continentale riesce a mantenere stabile il proprio volume e anche ad accrescerlo dell’1,3%. Importante trend positivo per i mezzi a zero emissioni, che aumentano del 38%, se ne contano 5.892 pezzi, per un market share del 23,9%: insomma, poco meno di un quarto dell’immatricolato è elettrico. In sofferenza invece sia i veicoli ibridi, che perdono il 36,4% e rappresentano il 5,2% delle torta complessiva (circa 1.280), sia il gas (-9,5%, 1.220 pezzi circa) che vale il 5%.

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