di Gianluca Celentano (conducente bus)

Quando percorri quella strada apparentemente tranquilla, proprio alla fine del tragitto, ecco spuntare il vero nemico: il ponte. È lì, imponente, che cattura tutta la tua attenzione, quasi fosse una sfida lanciata direttamente a te e al tuo bus. Eppure, questo scenario è fin troppo comune per chi lavora negli autoservizi, dove le istruzioni sembrano spesso tracciate alla cieca, con indirizzi forniti senza troppi approfondimenti. La verifica della percorribilità è lasciata interamente all’autista, che tra una corsa e l’altra ha giusto il tempo di respirare, figuriamoci se riesce a controllare con precisione l’itinerario. È come prendere un volo per una città che, scopri solo dopo, non ha un aeroporto. Il caso di La Spezia e i disagi causati al mezzo della controllata Atc non sorprendono più di tanto: chi guida un pullman sa che è una costante.

Potrebbe interessarti

Ostacoli anche per i leoni del volante

E poi ci sono loro: gli autisti che durante il colloquio mostrano capacità sovrumane, ma poi, una volta sul campo, fanno frequenti chiamate d’emergenza ai colleghi, in cerca di un veterano della guida, un leone, per un supporto tecnico e morale. Ne conosci qualcuno così? Non sono certo rari. Sono gli stessi che con presunzione affermano di guadagnare poco non ammettendo i loro limiti. Quindi una buona paga al pari delle capacità è la condizione più condivisa (e coerente) da diverse società.

Rimini, ma non solo

Prendiamo Rimini, ad esempio: la città è un labirinto di limitazioni di altezza che sembrano fatte apposta per mettere i bastoni tra le ruote ai pullman e a chi li guida. Ma il problema è diffuso in tutta Italia, con una miriade di passaggi critici, ponti bassi e strettoie che spuntano dal nulla, complicando la vita a chi guida. A peggiorare la situazione ci pensano le segnaletiche, spesso imprecise o troppo limitative, che non lasciano scelta se non affidarsi al rumore sinistro dell’antenna che sfiora il soffitto del viadotto, sperando che sia solo quello a toccare.

La vera beffa, però, è che queste “trappole” infrastrutturali non si limitano a rallentarti: ti rubano letteralmente le soste e le pause. E guidare a stomaco vuoto è una tortura che nessuno dovrebbe sopportare, come il cibarsi di soli panini e non di un più sano piatto in un ristorante. Nel frattempo, i passeggeri sono lì, concentrati su un solo obiettivo: arrivare a destinazione, e il più velocemente possibile. Comprensione per l’autista? Praticamente nulla.

Oltre tutto questo si aggiunge lo step finale: dire al capo che il tuo bus è diventato cabrio…

In primo piano

Mobility Innovation Tour 2026: si parte da Genova! “Governare il cambiamento nel tpl: innovazione, gestione, manutenzione e formazione continua del personale”

Due settimane e scatterà il Mobility Innovation Tour 2026. E l’edizione partirà da Genova, con una mattinata di lavori dal seguente titolo “Governare il cambiamento nel TPL: innovazione, gestione, manutenzione e formazione continua del personale“. Il focus del convegno, come riassu...

NME – Next Mobility Exhibition annuncia gli espositori: eccoli!

Nuove alimentazioni, AI, piattaforme MaaS, automatizzazione, connettività: NME – Next Mobility Exhibition, a Fiera Milano dal 13 al 16 maggio, pronta a raccontare come la mobilità collettiva sta cambiando Cresce l’offerta di NME–Next Mobility Exhibition, la Expo-Conference di Fiera Milano dedi...

Articoli correlati

Daimler Buses commercializzerà il Mercedes Conecto in Germania nel 2027

Daimler Buses introdurrà il Mercedes Conecto in Germania a partire dalla metà del 2027, ampliando il proprio portafoglio di autobus urbani, sfruttando la collaborazione con Otokar annunciata nel settembre 2025. Questa mossa rappresenta un’estensione dell’offerta di Daimler Buses nel mercato domestic...
News