metropolitana-leggera-aquila

Come preannunciato, Eliseo Iannini ha presentato ufficialmente ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar dell’Aquila sulla vicenda della metropolitana di superficie.

Tutto iniziò nel 2009 quando il Comune dell’Aquila annullò la concessione alla CGRT di Iannini per la costruzione della metropolitana di superficie, con un costo stimato in 30 milioni di euro. Inannini decise allora di presentare ricorso al Tar, respinto nel marzo scorso, mentre ora impugna la sentenza e presenta ricorso al Consiglio di Stato. La vicenda sull’opera che avrebbe dovuto collegare l’ospedale regionale e il polo universitario di Coppito con il centro della città rimane quindi aperta, nonostante un tentativo di mediazione portato avanti dal Comune che aveva offerta alla CGRT 6,5 milioni di euro contro gli 8 richiesti da Iannini.

La CGRT chiede ora un risarcimento per i costi sostenuti per l’esecuzione dell’opera fino all’atto dell’annullamento, come conseguenza diretta della sospensione dei lavori dovuti alla decisione del Comune.

A confermare il ricorso anche il legale di Inannini: “È necessario ribadire che CGRT deve essere ritenuta estranea alla formazione degli atti della gara europea ritenuti dalla Corte Europea illegittimi – ha dichiarato Massimo Manieri, legale rappresentante di Iannini nella vicenda – in quanto atti predisposti esclusivamente ad iniziativa della dirigenza comunale ed approvati dagli organi di Giunta comunale”.

In primo piano

Il trasporto pubblico di massa oltre le grandi metropoli: ripensare la mobilità urbana con filobus e BRT. Il Mobility Innovation Tour a Parma, a casa di TEP, il 26 maggio

L’appuntamento è fissato per martedì 26 maggio, dalle ore 11:00 presso la sede di TEP Parma di via Taro 12 Il filobus e l’impianto fisso, rivisitato nella nuova concezione IMC, come asse portante della mobilità urbana, una flotta bus rinnovata all’insegna della transizione energetica, progetti...

Articoli correlati

Intervista a Carlo Bettini, co-founder e CEO di Wayla Italia

È il primo van pooling italiano ed è nato a Milano nel 2024 nella notte di Halloween. Il suo nome è Wayla (si pronuncia ueilà, alla milanese) e come tutte le start-up sogna in grande: punta a rivoluzionare il concetto di trasporto pubblico nelle nostre città, offrendo con i propri van (molti dei qua...