Iveco Bus ha firmato un accordo produttivo con Otokar, in base al quale autobus a marchio Iveco verranno prodotti negli stabilimenti turchi di Sakarya. La partnership contrattuale riguarda sia i modelli già presenti nel portafoglio Iveco Bus per la distribuzione internazionale, sia la produzione di un modello adattato specificatamente per i mercati dell’Europa dell’Est, dell’Africa, del Medio Oriente e dell’Asia.

iveco bus otokar

I bus saranno alimentati dai motori della consociata Fpt Industrial ed è previsto che i primi modelli siano prodotti entro il 2021.

Iveco Bus, accordo con Otokar per la produzione in Turchia

«Siamo entusiasti di dare il via a questa nuova partnership, che apre la strada a molte opportunità per le nostre attività», ha affermato Sylvain Blaise, Head of Global Bus Division, Cnh Industrial. «Grazie a questa collaborazione, saremo in grado di aumentare la nostra capacità produttiva per rispondere alla domanda di mercato attuale e futura, in modo da sostenere la nostra crescita continua, oltre ad aver l’opportunità di lavorare congiuntamente per la futura espansione del portafoglio prodotto. Con quasi 60 anni di esperienza, la rinomata competenza di Otokar nella progettazione e produzione di autobus unita alla rete di assistenza di Iveco Bus e ai servizi connessi, pilastri fondamentali del dna Iveco, faranno sì che i nostri clienti possano continuare a ricevere soluzioni di trasporto sostenibili e in grado di offrire prestazioni, qualità e costi totali di esercizio ai vertici della categoria. Inoltre, questa partnership beneficerà delle future tecnologie motoristiche sviluppate da FPT Industrial».

Otokar: verso una cooperazione a lungo termine

«Siamo felici di introdurre la produzione di modelli IVECO BUS nel nostro stabilimento di Sakarya, a fianco degli autobus con marchio Otokar. Siamo davvero fieri che la tecnologia, così come le capacità ingegneristiche e produttive di Otokar, siano state riconosciute da questo Brand, dalla fama indiscussa nel settore del trasporto dei passeggeri», ha affermato Serdar Görgüç, General Manager di Otokar. «L’utilizzo delle nostre attuali strutture per la produzione dei modelli Iveco Bus consentirà al nostro impianto di operare in modo ancora più efficiente ed efficace. Mentre continueremo a commercializzare i nostri autobus e a espanderci a livello globale, riteniamo che questo accordo di produzione e fornitura sia un primo passo molto importante e strategico per una cooperazione a lungo termine».

In primo piano

“Turismo e lunga percorrenza: sì, viaggiare. Sfide e tendenze di un settore strategico”. Il Mobility Innovation Tour torna a IBE a Rimini il 25 novembre

Fiera di Rimini, IBE Intermobility & Future WaysFuture Ways Arena, Hall C225 novembre 2026, ore 10:00-11:30 Il settore del trasporto turistico e della lunga percorrenza in bus è un comparto strategico per il turismo e l’economia dell’Italia. Lo è nonostante le croniche lacune infrastrutturali – ...

Articoli correlati

Caro carburante e Fondo Nazionale Trasporti insufficiente: ASSTRA, per voce del presidente Gibelli, invoca “risorse urgenti, certe e strutturali per il trasporto pubblico”

Dal 20° Convegno Nazionale dell’Associazione, la richiesta di risorse certe per assorbire gli shock inflattivi: rincari del gasolio al +52%, 1,25 miliardi di liquidità ancora da erogare e CCNL coperto solo al 54% dal 2027. Gibelli: “Tariffe legate ai costi dei carburanti per garantire la continuità ...

L’ACEA sollecita un intervento dell’UE a difesa della produzione europea di autobus: “I costruttori cinesi hanno già conquistano il 32% del mercato comunitario degli urbani elettrici”

L’ACEA (Associazione europea dei costruttori di automobili) tira per la giacchetta l’Ue, chiedendo un urgente intervento a sostegno e a difesa della produzione europea di autobus, vista l’avanzata (inarrestabile?) dell’industria cinese: i costruttori del Paese del Dragone, in...
News

INCHIESTA / Autostazioni, ci vorrebbe un altro PNRR…

Lo studio di Andrea Giuricin per FlixBus: autobus sempre più competitivi, autostazioni ancora troppo spesso ferme al palo, pardon, alla palina. L’Italia in primis deve colmare il gap con le richieste del mercato interno, poi con lo stato dell’arte in Europa. Sì, ma come? Iniziamo con una...