Nel corso del 2024 in Italia sono stati immatricolati 4.920 autobus sopra le 8 tonnellate, di cui 1.026 elettrici: il 21% dei nuovi veicoli per il trasporto persone è a batteria. Un altro dato: dei 2.440 Classe I, destinati perciò ai profili di missione urbana, 994 quelli “alla spina”. Il che significa che 4 nuovi urbani su 10 sono elettrici.

Il 2024 è stato l’anno della consacrazione – se sarà definitiva, chissà, lo vedremo – degli e-bus, che sono cresciuti del 162,4% rispetto al 2023, quando se ne contarono 391. Una crescita verticale, spinta dalla pioggia di finanziamenti del Next Generation Eu e del Pnrr, senza i quali non si sarebbero certo raggiunti questi numeri.

Chi ha venduto più autobus elettrici in Italia nel 2024

Ne aveva immatricolati 32 nel 2023 e ne ha targati 377 (!) negli ultimi dodici mesi: Iveco Bus strappa la leadership nella trazione elettrica in Italia a Solaris, che può comunque dirsi più che soddisfatta, visto che il costruttore polacco (del Gruppo Caf) ha incrementato le proprie immatricolazioni di e-bus da 115 a 165.

Ed è stato un grande anno anche per la turca Karsan, terza forza elettrica nel Belpaese: l’Oem di Bursa, rappresentato in Italia da K-Mobility, ne ha fatte registrare 98 (contro le 43 del 2023). A quota 69, in calo di 22 unità, la cinese BYD, mentre a 58 troviamo l’accoppiata MAN e Yutong, seguite a ruota da Mercedes-Benz (Daimler Buses) con 56. In crescita anche l’italiana Rampini, che passa da 41 a 48 pezzi e la turca BMC, che raddoppia: da 14 a 30. A 21 un’altra accoppiata: Higer (venduti in Italia da Sitcar) e Menarini.

Sotto quota dieci ecco Isuzu (7), Yaxing Cizaris (5), TAM Europe (3), King Long e Otokar (2), Vdl (1) e “altri” (5).

Le immatricolazioni di e-bus in Italia, da Nord a Sud

Il Meridione e le isole hanno trainato le immatricolazioni di autobus elettrici in Italia nel 2024: nel Sud e in Sicilia e Sardegna sono arrivate ben 322 targhe a batteria (erano 71 nel 2023). Buoni i dati del Nord, dove le regioni dell’Ovest fanno meglio di quelle dell’Est: 283 e 219. Sopra quota 200 anche il Centro, che ne mette a referto 202.

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