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Ā«Dopo cento anni di servizio e di presenza sulle strade della Lomellina e della provincia di Pavia, i nostri mezzi verranno sostituiti da altriĀ». Inizia cosƬ il comunicato pubblicato dalla Stav che dal primo di aprile lascia il posto, e soprattutto il servizio tpl, ad Autoguidovie. Un passaggio che Stav scrive Ā«non essere avvenuto nella maniera più limpidaĀ», in quanto sono state cambiare le regole Ā«in corsa o comunque esposte ad ambigue interpretazioni, sospetti di conflitti di interesseĀ» ma soprattutto con Ā«indagini a tutt’oggi in corso e avvisi di garanzia della ProcuraĀ». La Stav, comunque, si dice Ā«fiduciosa che lo scenario possa svolgere al meglioĀ». Il tutto Ā«in nome del progresso e di una vera liberalizzazione del settore che nel nostro Paese resta ancora un concetto vuoto di contenutiĀ».

Autoguidovie Pavia

Al netto dei carteggi ilĀ trasporto pubblico localeĀ di Pavia e provincia ora viene effettuato daĀ Autoguidovie Pavia. Sulle strade si vedrannoĀ Ā«202 bus nuovi,Ā diesel euro 6, suddivisi tra la cittĆ  di Pavia, dove si attua la sostituzione del 85% del parco bus, e il restante territorio paveseĀ». Stando a quanto comunica la nuova azienda appaltatrice, l’etĆ  media del parco bus sul territorio si abbassa a un anno e mezzo, contro la media italiana di 12 anni.

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Quella di Pavia ĆØ stata una gara molto sofferta terminata con la causa intentata daĀ  StavĀ adĀ AutoguidovieĀ (e all’Agenzia regionale per il trasporto pubblico). L’azienda di Cazzani ha infatti chiesto i danni per le mancate assunzioni.

autoguidovie pavia
In questa foto, il manifesto pubblicitario di Autoguidovie Pavia.

Gara tpl di Pavia, le puntate precedenti

Ma andiamo per ordine. Inizialmente la vittoria aveva arriso alla cordata di attuali gestori, successivamente esclusa in quanto ilĀ consorzio Tplo (formatoĀ da Stav, Sapo, Line, Pmt e Stac)Ā in sede di offertaĀ non ha indicato quali parti del servizio sarebbero state svolte dai singoli consorziati. Il ricorso di Tplo ĆØ stato sostenuto da Anav, un appoggioĀ bollato come inammissibile dai giudici amministrativi poichĆ© Ā«l’interesse all’aggiudicazione dell’appalto oggetto di gara ĆØ interesse individuale del singolo associato, e non del gruppo sociale di riferimento della associazioneĀ». Per alcuni funzionari della provincia incaricati del bando erano scattati degli avvisi di garanzia. Era ilĀ dicembre 2016 quandoĀ il TarĀ bocciò il ricorso.

Alberto Cazzani: «Le liberalizzazioni sono morte»

Ma non era finita qui. Il Consiglio di Stato, nel giugno 2017, haĀ respintoĀ il ricorsoĀ che era stato presentato daĀ Alberto Cazzani, consigliere delegato delĀ consorzio TploĀ formato da Line, Pmt, Sapo e Stac contro la decisione della Provincia di assegnare il contratto da 125 milioni di euro ad Autoguidovie. Dopo il Tar, anche i giudici amministrativi romani hanno dato torto agli operatori locali, condannandoli pure al pagamento delle spese. In seguito alla sentenza, Cazzani ĆØ intervenuto cosƬ:Ā Ā«Che la concorrenza sia una mera facciata in Italia lo dimostra il fatto cheĀ Autoguidovie (Agi), azienda peraltro non del territorio pavese, ĆØ lā€™ā€œappendice privataā€ di Ferrovie dello Stato, in quanto condivide con Busitalia, azienda interamente di Fs, l’amministratore delegato. ƈ anch’essa un’azienda pubblica. Dall’inizio delle liberalizzazioni, circa quindici anni fa, le aziende pubbliche sono passate dal controllo dell’81% dei servizi al 84%. E le gare in corso, come quelle appena assegnate, ci fanno pensare a un trend ulteriormente in crescitaĀ».

Gara tpl di Pavia, per Stav ĆØ conflitto d’interessi

StavĀ nei giorni scorsi haĀ pubblicato il dossier della riscossa. Ā«La gara ĆØ stata indetta e celebrata attraversoĀ regole poco trasparenti – si legge nella prima puntata del testo pubblicata sul canale facebook di Stav -. Il conflitto di interessi ha inquinato i rapporti tra la stazione appaltante e la societĆ  cui poi ĆØ stato assegnato l’appalto. Le personalitĆ  coinvolte hanno schiettamente mancato della oggettivitĆ  richiesta e ritenuta necessaria.Ā Nelle prossime pagine saranno ripercorse le tappe dell’accaduto. Attraverso una cronologia serrata si avrĆ  un quadro chiaro del caso. Dagli intrecci di ruoli e incarichi emerge una fitta trama che rappresenta unĀ inequivocabile conflitto di interessiĀ».Ā Poi, il dossier proseguirĆ  tracciando i Ā«profili dei protagonisti: chi ha voluto e chi ĆØ responsabile di tutto questo e ancora chi l’ha messo in pratica. Persone su cui la Procura di Pavia sta indagando, perchĆ© evidentemente i sospetti che qualcosa non sia andato per il verso giusto non sono soltanto nostri.Ā SarĆ  poi la volta delleĀ anomalieĀ che hanno portato le aziende a intervenire con i propri legali rappresentanti, per fare emergere i conflitti di interesse e le perplessitĆ  sull’intera procedura. In particolare, ci si soffermerĆ  su due elementi che, a nostro giudizio, risulteranno davvero lesivi per l’intero territorio. IlĀ ritorno al dieselĀ per i mezzi utilizzati e la sensibileĀ riduzione del personaleĀ addetto al perimetro costituiscono una seria minaccia alla sostenibilitĆ  ambientale e agli equilibri sociali della nostra provincia. Nelle conclusioni ci si soffermerĆ  sui principi e sui valori feriti dalla vicendaĀ». MaĀ guai a parlare di j’accuse o di denuncia: Ā«il Gruppo intende fare luce su un episodio di illegalitĆ , in cui sono coinvolti esponenti della politica locale, istituzioni e imprese. Un episodio ha irrimediabilmente sfregiato il nostro territorio. Noi non raccontiamo un complotto. Ci limitiamo a fornire le adeguate informazioni di quello che ĆØ accadutoĀ».

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