di Gianluca Celentano (conducente bus)

Vorrei raccontarvi della splendida gita di qualche giorno fa di un collega, David, quando i passeggeri, felici, lo hanno persino applaudito. Oppure di Claudio, che fuori dal servizio รจ un talentuoso suonatore di sassofono, capace di rallegrare ogni festa. Ma sarebbe ipocrita non riconoscere i problemi che affliggono il settore, problemi che non possono essere nascosti e che mettono in secondo piano gli aspetti piacevoli del nostro lavoro. Servono soluzioni concrete, anche attraverso maggiori investimenti per lโ€™intero comparto. Lโ€™autobus e il trasporto collettivo rappresentano il futuro sostenibile, e questo lo sappiamo, anche se il tempo continua a scorrere senza grandi cambiamenti; almeno per noi autisti!

Aggiungiamo il “non”

รˆ per questo che รจ necessario rivedere un principio che, nel corso degli anni, ha assunto connotazioni di business distorte: il cliente non ha sempre ragione! Serve coraggio e bisogna ammetterlo.. Una determinazione che si traduce in un passo fondamentale per riaccendere la motivazione di chi lavora bene e quotidianamente dietro un volante.

Molti operatori di media grandezza, che conoscono bene i propri conducenti, sanno salvaguardarli da qualsiasi provocazione durante gite o servizi navetta, ponendo attenzione alle loro condizioni di lavoro. Per esempio, una societร  che opera vicino allโ€™autostrada A4, nei pressi di Bergamo, chiede persino ai conducenti se preferiscono un hotel piรน confortevole durante le lunghe soste. Questa attenzione รจ testimoniata da fonti certe e mi congratulo con il rinomato e lodevole vettore.

Navette: appalti โ€œstrappati”?ย  Poi cโ€™รจ il rapporto di lavoro

Altre aziende, invece, pur di aggiudicarsi un contratto appetibile per il trasporto dei dipendenti di qualche grande societร , sono disposte a ridurre i costi, anche se di poco, rispetto a quelle piรน sensibili verso gli autisti. Ma ciรฒ che preoccupa maggiormente รจ lโ€™atteggiamento da โ€œyes menโ€ di alcuni autoservizi, che assecondano fedelmente (tutte?) le richieste del cliente, pur sapendo chi incolpare per un ritardo dovuto a imprevisti o traffico, solo per evitare attriti.

Osservando i diversi modi di lavorare appare evidente che un accordo equo tra vettore e cliente dovrebbe includere punti comuni e condivisi da tutte le aziende di trasporto che partecipano alle gare per la gestione delle tratte. Se, ad esempio, รจ essenziale effettuare il carico dei passeggeri in una stazione ferroviaria caotica alle otto del mattino, con una viabilitร  pericolosa, bisogna essere chiari con il cliente: โ€œlโ€™autobus ci sarร , ma sosterร  dove รจ possibile farlo in sicurezza.โ€ Inoltre, รจ necessario che i dipendenti delle aziende clienti comprendano i possibili ritardi delle navette e mostrino una certa tolleranza.

Incoraggiare i neo assunti

A volte non cโ€™รจ una sola strada per arrivare al punto di carico, ma una รจ sicuramente la piรน congeniale. Se un conducente รจ nuovo, probabilmente non ha ancora avuto modo di testare percorsi alternativi, e questo non dovrebbe essere considerato un errore, bensรฌ una parte naturale del mestiere. Puรฒ anche capitare che lโ€™autista si trovi davanti a un incidente con feriti, una situazione che lo costringe a perdere tempo. In questi casi, spesso basta una telefonata alla sede dellโ€™autoservizio per attivare un altro autobus, ma ci sono occasioni in cui รจ lโ€™autista a dover compiere un piccolo “miracolo” per evitare di essere oggetto di contestazioni da parte della propria azienda.

La viabilitร  con il traffico in tilt

I clienti, dal canto loro, sono prontissimi a segnalare qualsiasi ipotetica anomalia del bus o del conducente (sembrano quasi soddisfatti nel farlo), sfruttando un anonimato che spesso porta lโ€™autista a sentirsi distaccato dal gruppo che trasporta. Ma ciรฒ che infastidisce di piรน รจ quando la societร  di trasporti finge di ignorare i veri problemi critici e pericolosi, come lโ€™uscita dal parcheggio di Piazza Monte Titano a Milano, un incrocio con scarsissima visibilitร , spesso reso impraticabile dalle auto in divieto di sosta. Pensate che, tempo fa, su una chat interna venne segnalata la lamentela di una multinazionale riguardo lo scarico dei passeggeri in sicurezza ma a 20 metri dal punto “prestabilito”. In quel caso, la societร  di autoservizi avrebbe fatto una figura migliore spiegando la pessima situazione del piazzale piuttosto che aggiungere ansia al personale.

Tpl, lโ€™angoscia quando apri le porte

Anche il trasporto pubblico locale non รจ esente da questa abitudine di voler assecondare sempre i passeggeri. Qui, la situazione รจ persino piรน critica, poichรฉ i passeggeri sono numericamente maggiori e spesso anonimi, mossi da pregiudizi verso i conducenti che, ogni giorno, cercano di svolgere il proprio lavoro con dignitร  e dedizione arrivando agli orari previsti. Ecco perchรฉ molti decidono di lasciare il settore. Non stupiamoci.

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