L’idrogeno e’ l’elemento chimico piu’ semplice e abbondante dell’universo. Il suo basso impatto ambientale quando consumato in una cella a combustibile lo ha reso sempre piu’ interessante sia agli occhi dei politici che delle aziende. Questo elemento puo’ essere utilizzato per una serie di applicazioni e di industrie: come combustibile per il settore dei trasporti, come materia prima, nella trasformazione alimentare, nell’industria siderurgica, nell’industria dei fertilizzanti o anche nell’industria dei semiconduttori. Tuttavia, l’idrogeno deve sempre essere estratto dai composti esistenti che lo contengono, poiche’ non esiste da solo in natura. A seconda del tipo di composto dal quale si fa derivare l’idrogeno e del processo utilizzato per ottenerlo, possiamo identificarne tre tipologie: idrogeno grigio, prodotto dai combustibili fossili; idrogeno blu, che altro non e’ che idrogeno grigio che ha pero’ catturato e incorporato la CO2 emessa durante il processo di produzione; infine, abbiamo la forma piu’ pulita di idrogeno, quello verde, prodotto tramite l’elettrolisi dell’acqua e utilizzando energie rinnovabili.

Idrogeno verde, sfide e opportunita’

Il ruolo dell’idrogeno nella transizione energetica Attualmente, l’idrogeno grigio rappresenta circa il 98% del consumo totale dell’elemento ed e’ responsabile per il 2,3% delle emissioni globali di CO2. Poiche’ ne’ la produzione ne’ il consumo di idrogeno verde implicano l’emissione di CO2, l’incremento sostanziale dell’utilizzo di questo elemento potrebbe dare un contributo significativo per riuscire a raggiungere gli obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di CO2 fissati da aziende, governi ed istituzioni internazionali. L’idrogeno verde puo’ quindi giocare un ruolo chiave nella transizione energetica: e’ infatti particolarmente interessante per quelle industrie difficilmente convertibili, vale a dire quelle aziende che non possono passare alla completa elettrificazione come la siderurgica o l’industria navale. Inoltre, puo’ essere usato come fonte per la produzione di fertilizzanti, sostituendo cosi’ le produzioni che si affidano a modalita’ di raccolta basate sui combustibili fossili.

Idrogeno verde per il trasporto

Infine, puo’ anche essere utilizzato come combustibile a basse emissioni di carbonio nell’industria dei trasporti: l’idrogeno verde puo’ essere utilizzato come vettore energetico e mezzo di stoccaggio, rappresentando quindi un’alternativa alle batterie, soprattutto quando viene convertito in ammoniaca sostanza per la quale gia’ disponiamo di una notevole esperienza in termini di gestione e trasporto. Tutte queste applicazioni a basso contenuto di carbonio spiegano la recente e crescente attenzione e interesse per questo elemento, specialmente nel contesto della transizione energetica. Le principali sfide associate allo sviluppo dell’idrogeno verde Come per tutte le tendenze, la tecnologia gioca un ruolo importante nello sviluppo e nella scalabilita’ dell’idrogeno. Fondamentalmente i costi elevati degli elettrolizzatori e dell’energia rinnovabile, se combinati, mettono in evidenza i problemi principali che si riscontrano nello sviluppo dell’idrogeno verde. Le differenze di prezzo con la produzione di idrogeno grigio stanno ancora ostacolando lo sviluppo di quello verde: ad oggi la produzione di 1 kg di idrogeno grigio costa infatti in media meno di due dollari, mentre la produzione in forma verde, della stessa quantita’, sia aggira tra i 3,5 e i 4,5 dollari.

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