Ferrovie dello Stato rientra in Sita con il 50,1% del capitale sociale. Alla famiglia Vinella il 49,9%
È una bomba di mercato: Ferrovie dello Stato si riprende metà di Sita, dopo la scissione a cavallo tra 2010 e 2011 che portò alla nascita di Sita Nord, sotto il capello di Busitalia, dunque di Trenitalia e quindi di Fs, e di Sita Sud, rimasta in mano alla famiglia di Vinella. Giuseppe Vinella, lo […]
È una bomba di mercato: Ferrovie dello Stato si riprende metà di Sita, dopo la scissione a cavallo tra 2010 e 2011 che portò alla nascita di Sita Nord, sotto il capello di Busitalia, dunque di Trenitalia e quindi di Fs, e di Sita Sud, rimasta in mano alla famiglia di Vinella.
Giuseppe Vinella, lo ricordiamo, attualmente è anche presidente di Cotrap (Puglia), Cotrab (Basilicata) ed è stato al vertice di Anav dal 2016 al 2022 e in precedenza dal 2009 al 2012.
A dare la notizia per primi è stato il Corriere del Mezzogiorno, con un articolo a firma di Massimiliano Scagliarini, che scrive come l’operazione non preveda corrispettivi in denaro e come Ferrovie avrà la maggioranza della holding, con il 50,1%, mentre la famiglia Vinella il rimanente 49,9%. Quest’ultima, però, avrà a disposizione un’opzione di uscita.
Si legge: «I patti parasociali prevedono il controllo congiunto, ma anche meccanismi di put e call per evitare i corti circuiti che portarono alla scissione del 2001. Fs esprimerà tre consiglieri su cinque e l’amministratore delegato della holding Sita, mentre Vinella nominerà il direttore generale. La famiglia pugliese avrà invece la maggioranza e l’ad di Sita Sud: potrà uscire dalla holding esercitando un’opzione a un valore prefissato pari a quello stimato dalla due diligence in sede di conferimento».
Sempre nell’articolo si legge come ci sarebbe già il via libera del governo sul versante della cosiddetta golden power, ma non ancora quello dell’Antitrust: il passaggio con l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato arriverà nei prossimi giorni. Comunque, «l’idea è di perfezionare l’operazione entro novembre, in maniera da poter nominare i nuovi cda entro dicembre e partire a gennaio». Insomma, staremo a vedere.
Perché Ferrovie dello Stato si riprende Sita
Negli ultimi tempi Fs, tramite la controllata Busitalia, ha impresso una certa pressione sul pedale dell’acceleratore per guadagnare terreno nel mercato del trasporto su gomma, portando a termine alcune acquisizioni: prima il ramo aziendale di Simet dedicato alla media e lunga percorrenza, poi di City Sightseeing Italia e Florentia Bus.
Secondo il Corriere del Mezzogiorno, da questa sinergia pugliese – l’AD di Ferrovie, Gianpiero Strisciuglio è Pugliese come Vinella – nascerebbe un “gigante del trasporto su gomma da 600 milioni l’anno” – partirebbe non solo un piano di espansione in Italia, ma anche in Europa, attraverso le gare di servizio all’orizzonte.
E proprio qui starebbe una delle ragioni della nuova-vecchia alleanza tra Fs e Sita: creare un gruppo capace di competere alla pari con altri grandi gruppi (si pensi a Ratp, per esempio) in occasione delle gare italiane ed estere.
Infine, ricordiamo come, giusto una manciata di giorni fa, Sita Sud e Busitalia hanno firmato il contratto di servizio per gestire il tpl a Salerno e provincia per i prossimi 10 anni.
