Dopo Belluno e Feltre, dove Trillo ha avuto (grande) successo, ora il servizio di trasporto a chiama di Dolomiti Bus si estende anche al Centro Cadore, allargando così i propri confini nell’ambito del progetto europeo Degree4Alps per portare una soluzione innovativa e personalizzata in sei nuovi Comuni montani.

A partire dall’8 giugno, l’offerta di mobilità on demand di Dolomiti Bus compie un importante passo in avanti con il debutto ufficiale di Trillo Centro Cadore. Non si tratta di un esordio assoluto per la provincia, ma dell’estensione di un modello già rodato con ottimi risultati a Belluno, Feltre e nelle rispettive aree di cintura urbana, dove ha dimostrato la sua efficacia nel rispondere in modo personalizzato alle reali esigenze di spostamento dei cittadini.

Trillo allarga il proprio raggio di azione: luoghi e orari

La nuova area del servizio a chiamata coprirà in modo capillare un vasto territorio montano, connettendo tra loro i Comuni di Pieve di Cadore, Calalzo, Domegge, Lozzo, Vigo e Lorenzago. Per garantire la massima agilità sulle strade di montagna e una copertura ottimale delle diverse frazioni, i mezzi impiegati saranno di piccole dimensioni con 6 posti a sedere più una postazione dedicata per persone con disabilità, una scelta che consentirà flessibilità di percorso e nuove soluzioni di viaggio che le linee di trasporto tradizionali faticano a garantire nei contesti geografici più complessi. 

Il servizio sarà attivo dal lunedì al sabato, festivi esclusi. Per adattarsi ai flussi stagionali, nel periodo estivo (dall’8 giugno al 9 settembre) i mezzi opereranno dalle 08:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 20:30. Dal 10 settembre, con il subentro dell’orario invernale, la disponibilità si attesterà dalle 09:00 alle 12:00 e dalle 15:30 alle 19:30. Nel corso della sperimentazione il servizio sarà comunque monitorato per rilevare eventuali necessità di variazioni dell’offerta operativa.

La prenotazione è possibile con un anticipo compreso tra una settimana e almeno 30 minuti prima della partenza tramite App Dolomiti Bus o call center. Scaricando l’app si sfruttano tuttavia al massimo le potenzialità del servizio: oltre alla prenotazione, permette di seguire in tempo reale la posizione del proprio mezzo nei 25 minuti precedenti la partenza. Il sistema, tramite un algoritmo di ottimizzazione, analizza le prenotazioni ricevute e offre soluzioni di viaggio privilegiando le corse TPL esistenti in caso di sovrapposizione, e aggrega le corse on-demand in assenza di queste, con l’obiettivo di servire il maggior numero di utenti nel modo più efficiente. 

La flessibilità del servizio si riflette anche nei canali di vendita dei titoli di viaggio, pensati per essere vicini a ogni tipologia di utente. I biglietti sono acquistabili tramite l’App Dolomiti Bus, online tramite il sito di Dolomiti Bus, a bordo senza sovrapprezzo e presso le rivendite e i punti vendita autorizzati sul territorio. Le tariffe prevedono un biglietto singolo a € 3,00 e un carnet da 10 corse a € 25,00, quest’ultimo disponibile tramite app o presso la biglietteria di Calalzo. Si precisa che il servizio Trillo non è accessibile con abbonamenti TPL già in essere: per viaggiare è necessario essere in possesso di un titolo di viaggio dedicato.

«L’estensione di Trillo al Centro Cadore rappresenta una tappa fondamentale nella nostra strategia di crescita e di attenzione ai territori montani», dichiara Martina Moritsch, Presidente di Dolomiti Bus. «Dopo i riscontri estremamente positivi ottenuti nelle aree urbane e suburbane di Belluno e Feltre, portiamo questo modello di mobilità flessibile e personalizzata in un contesto geograficamente più complesso. L’obiettivo, perfettamente in linea con lo spirito del progetto europeo Degree4Alps, è duplice: da un lato vogliamo garantire ai residenti delle aree interne un servizio efficiente che semplifichi gli spostamenti quotidiani e contrasti l’isolamento, dall’altro intendiamo offrire una soluzione di trasporto sostenibile e all’avanguardia per turisti e visitatori, riducendo l’impatto ambientale delle auto private e valorizzando l’accessibilità del nostro straordinario patrimonio alpino».

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