Saca e Cosepuri chiedono lo stato di crisi, il Coronavirus mette in ginocchio il settore dei trasporti. E’ quanto si legge su un articolo di Modenatoday.it. Come è noto da oltre due settimane le aziende di trasporto affrontano una situazione straordinaria e in costante evoluzione: l’emergenza epidemiologica ha comportato un arresto del settore che, unito all’incertezza sul periodo di applicazione delle misure sanitarie straordinarie attualmente vigenti, sta creando serie difficoltà a tutti gli operatori. Una situazione della quale al momento non si può prevedere una fine e che colpisce in maniera molto seria le cooperative SACA e COSEPURI, aderenti all’Alleanza delle Cooperative Italiane, che raggruppano larga parte degli operatori del settore trasporto persone e merci del nostro territorio.

Saca e Cosepuri

Saca e Cosepuri, una situazione impensabile

“Siamo di fronte a una situazione impensabile fino a qualche settimana fa che ha determinato una condizione senza precedenti se rapportata a qualsiasi altro evento accaduto negli ultimi 30 anni – sostiene il presidente di SACA Alessio Passini -. Se questa situazione dovesse perdurare, i danni saranno difficilmente recuperabili. Ci aspettiamo ogni possibile intervento da parte delle istituzioni a sostegno delle nostre attività e del reddito di soci e personale dipendente.”

“Le nostre Cooperative – aggiunge il presidente di Cosepuri Gino Onofri – svolgono servizi di noleggio autovetture e bus turistici con conducente, trasporto e deposito merci, servizi di trasporto pubblico locale, servizi di trasporto scolastico, di persone con disabilità e anziani. Abbiamo 500 aziende associate e complessivamente oltre 1000 addetti che hanno bisogno di essere aiutati e rassicurati. Negli ultimi 10 giorni abbiamo subito una riduzione di lavoro molto importante che, se non arginata, rischia di mettere gravemente in crisi il settore e la tenuta occupazionale dello stesso, minando seriamente le possibilità di sopravvivenza di gran parte delle nostre imprese associate”.

Saca e Cosepuri, il trasporto allo sbando

In particolare, il trasporto persone svolto con bus turistici versa in una situazione particolarmente grave a seguito della norma che ha sospeso i viaggi di istruzione fino al 3 aprile e ha imposto la chiusura delle scuole fino al 15 marzo, salvo ulteriori estensioni del provvedimento. Gli effetti immediati sono stati l’annullamento dei servizi di trasporto scolastico e di tutte le visite di istruzione già programmate. A ciò si aggiungono lo spostamento o la cancellazione di eventi fieristici e congressuali, tour ed escursioni nonché la riduzione drastica di richieste di servizi di noleggio auto con conducente, di trasporto merci oltre alla notevole riduzione dei passeggeri dei servizi di trasporto pubblico locale e aeroportuale, tutti elementi che mettono in serio dubbio la capacità di coprire i costi di esercizio e onorare gli impegni derivanti dagli investimenti realizzati.

“Gli effetti di questa situazione si protrarranno per mesi ma il settore del trasporto è già molto vicino al collasso – concludono Passini e Onofri -. Chiediamo pertanto che venga dichiarato lo stato di crisi dell’intero settore e vengano stanziate sin da ora adeguate risorse economiche per consentire il necessario sostegno delle attività e il corretto e regolare svolgimento delle stesse”.

 

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