A Brescia il TPL si misura con la trasformazione: flotte elettriche, ticketing integrato e nuovi modelli di mobilità
Il trasporto pubblico italiano sta attraversando una fase di trasformazione accelerata. Il rinnovo delle flotte, spinto dal PNRR, ha portato nel 2025 il mercato oltre quota 4.100 autobus immatricolati, con l’elettrico ormai standard nel segmento urbano (oltre 1.200 mezzi, pari a circa il 65% del Classe I). Parallelamente, la diffusione della bigliettazione smart – account […]
Il trasporto pubblico italiano sta attraversando una fase di trasformazione accelerata. Il rinnovo delle flotte, spinto dal PNRR, ha portato nel 2025 il mercato oltre quota 4.100 autobus immatricolati, con l’elettrico ormai standard nel segmento urbano (oltre 1.200 mezzi, pari a circa il 65% del Classe I). Parallelamente, la diffusione della bigliettazione smart – account based, contactless e interoperabile – sta cambiando il modo in cui si accede al servizio e si analizzano i flussi di domanda. In questo scenario, l’integrazione tra modalità diverse non è più un’opzione, ma un fattore strategico per aumentare efficienza e competitività del sistema.
È in questo contesto che si è inserita la tappa bresciana del Mobility Innovation Tour, ospitata presso la sede di Brescia Mobilità e dedicata al tema “Rinnovo delle flotte, bigliettazione integrata, intermodalità: qualità del servizio e trasformazione del trasporto pubblico”. Un confronto che ha messo in relazione tre processi chiave – decarbonizzazione, integrazione modale e digitalizzazione del ticketing – per valutare in che modo stiano incidendo concretamente sull’esperienza quotidiana degli utenti.
I ritmi dell’innovazione e quelli dell’implementazione
Secondo Alessandro Marini, presidente di Brescia Mobilità intervenuto in apertura, “non possiamo limitarci a guardare l’oggi: ciò che progettiamo adesso entrerà in funzione tra dieci o quindici anni”. Marini ha richiamato l’attenzione sul ruolo crescente dei dati e delle tecnologie: “Dobbiamo chiederci se domani saremo gestori di mezzi o gestori di informazione”, sottolineando l’importanza di integrare sistemi digitali e processi decisionali nei servizi di mobilità.

Federico Manzoni, vicesindaco del Comune di Brescia, ha enfatizzato il valore strategico del trasporto pubblico: “La mobilità è fondamentale per l’attrattività del territorio e la qualità della vita. La transizione verso flotte elettriche e servizi integrati richiede continuità negli investimenti”, ha affermato, evidenziando come l’adeguamento delle risorse finanziarie sia imprescindibile per sostenere i nuovi modelli di servizio.
Dal fronte dei dati di mercato, Miriam Sala, Responsabile Area Studi e Statistiche di ANFIA, ha ricordato che “il 2025 ha confermato un ritmo sostenuto di rinnovo delle flotte, con numeri che mantengono posizioni di rilievo per il mercato italiano in Europa”, pur evidenziando che “l’età media del parco circolante resta ancora elevata e l’elettrico occupa solo una piccola quota, il 4 per cento, del totale del parco autobus”.
Una prospettiva complementare è arrivata dal mondo accademico con Gabriele Grea, professore di Sustainable mobility management all’Università Bocconi. “Sul MaaS abbiamo investito risorse PNRR, ma non ha funzionato l’assenza di un modello di business chiaro: abbiamo creato infrastrutture digitali senza definire come estrarre valore in modo sostenibile. Integrare servizi non basta: il valore sta nell’abilitazione, nell’uso intelligente dei dati e nella capacità di sperimentare“.
“Il trend più evidente è quello dei sistemi account based – ha proseguito Grea –, che non sono solo tecnologia ma integrazione logica, tariffaria e digitale, con calcolo automatico della miglior tariffa e maggiore flessibilità. Le esperienze europee mostrano che quando il processo è semplice – pagamento, accesso, comunicazione – la domanda cresce, mentre in Italia questo effetto è ancora sottovalutato. L’account based ticketing è uno strumento di policy: funziona con una governance solida del dato e delle tariffe, e soprattutto quando l’integrazione parte dal trasporto pubblico locale“.

Sul piano operativo, a entrare nel merito dei risultati è stato Marco Serafini, responsabile pianificazione strategica di Brescia Mobilità, che ha illustrato l’evoluzione della bigliettazione integrata contactless sul territorio: “Brescia è oggi la prima realtà italiana in cui è possibile utilizzare la stessa carta bancaria su metropolitana, autobus urbani e servizi provinciali. Questo significa rimuovere una barriera concreta all’accesso al servizio. L’integrazione tariffaria e tecnologica non è un fatto tecnico, ma un passaggio decisivo verso un sistema realmente multimodale”,
A rafforzare il tema della governance è intervenuto il Direttore Generale di Brescia Mobilità, Marco Medeghini, sottolineando che “l’intermodalità non si realizza per semplice affiancamento di servizi”. Per Medeghini “serve una regia unica che coordini parcheggi, metro, autobus e gestione dello spazio urbano. Senza un coordinamento forte, l’integrazione resta sulla carta e non si traduce in benefici reali per l’utente”.
Gare, finanziamenti, trasporto flessibile
Sul fronte regolatorio, Angelo Costa, Amministratore Delegato di Arriva Italia, ha richiamato l’attenzione sulla sostenibilità industriale del settore: “Legare sono ancora costruite su schemi che rispondono a logiche del passato. Se chiediamo qualità, integrazione e innovazione, dobbiamo creare condizioni economiche coerenti. Altrimenti rischiamo di comprimere la capacità di investimento e sviluppo delle aziende”.

Per STAR Mobility, la riflessione si è concentrata sull’organizzazione interna. L’Amministratore Delegato Valentina Astori ha evidenziato che “la transizione digitale ed energetica non riguarda solo i mezzi, ma le persone, le competenze e i processi. Le aziende stanno affrontando un cambiamento strutturale che richiede visione e accompagnamento. La qualità del servizio nasce dalla capacità di governare questa trasformazione”.
Un cambio di prospettiva sull’offerta è arrivato da Fabio Cristiano, Head of Strategy & Business Development di Autoguidovie, secondo cui “non possiamo più progettare reti rigide in un contesto di domanda sempre più variabile. Il futuro è fatto di assi portanti ad alta capacità e servizi flessibili di adduzione. Se non intercettiamo la mobilità a-sistematica, perdiamo competitività rispetto all’auto privata”.

Il ruolo della tecnologia e dell’infrastruttura digitale è stato approfondito da Marco Moretti, Amministratore Delegato di Conduent, che ha posto l’accento sul valore sistemico della bigliettazione elettronica. “La bigliettazione digitale non è soltanto un sistema di pagamento evoluto”, ha spiegato. “È un’infrastruttura abilitante che genera dati strutturati e affidabili sulla domanda. Questo cambia radicalmente la capacità di pianificare il servizio, perché consente di leggere i comportamenti reali degli utenti e non solo quelli stimati”.
Secondo Moretti, il passaggio ai sistemi account based rappresenta un’evoluzione culturale prima ancora che tecnologica: “Quando il titolo di viaggio non è più un oggetto fisico ma un diritto associato a un account, possiamo costruire integrazione tariffaria reale, best fare automatica e interoperabilità tra operatori diversi. La semplicità per l’utente è il risultato finale di una complessità ben governata a monte”.
Tra zero emissioni e certezza degli investimenti
Dal lato costruttori, Achille Camuncoli, Responsabile Gare & Omologazioni di Solaris Bus & Coach Italia, ha ricordato che “la direzione verso lo zero emissioni è ormai definita a livello europeo. I tempi sono chiari e richiedono programmazione industriale anticipata. La transizione non è più un’opzione, ma un requisito strutturale del mercato”.
Per Iveco Bus, il tema centrale resta l’equilibrio tra innovazione e rinnovo strutturale del parco. Tiziano Dotti, Italy Public Sales Manager, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una visione industriale stabile nel medio periodo: “Con un’età media del parco che supera ancora i tredici anni, il tema non è solo introdurre tecnologie avanzate, ma garantire un rinnovo diffuso e continuo. Se concentriamo gli investimenti solo su picchi legati a finanziamenti straordinari, rischiamo di creare discontinuità industriale”.

Dotti ha sottolineato come la transizione energetica debba essere accompagnata da sostenibilità economica e programmabilità della domanda: “La filiera ha bisogno di stabilità. Produzione, supply chain, investimenti in nuove piattaforme elettriche e a basse emissioni richiedono orizzonti chiari. Non possiamo alternare anni di forte espansione a fasi di contrazione improvvisa”.
Dal lato di Karsan, l’accento si è spostato sulla maturazione del mercato elettrico. Tiziano Gavardini, Direttore Operativo KMobility – Karsan, ha evidenziato come il segmento zero emissioni abbia ormai superato la fase sperimentale, ma che “Nel percorso di innovazione rientra anche l’applicazione e lo sviluppo dellaguida autonoma che non è più un’utopia né fantascienza: pur in assenza di una normativa che ne consenta oggi l’esercizio regolare su strada in Italia, le sperimentazioni sono già in corso. Dopo i test su pista a Bolzano, il Karsan e ATAK Autonomous rappresenta oggi l’unico midibus da 8 metri con livello 4 di guida autonoma disponibile sul mercato, aprendo nuove prospettive per il futuro del TPL“.
