di Gianluca Celentano, conducente bus

Incontro Matteo che poco dopo chiamo Teo, è molto simpatico e nell’ambito della conduzione ha molto da raccontare. Mi parla della sua vita, è di Firenze, ma lavora a Roma, una scelta di autonomia e perché ha incontrato il giusto compromesso con la sua società e la sua vita privata. Torna a Firenze nel fine settimana oppure transitandoci con qualche tour approfittando di passare un po’ di tempo con la  famiglia.

A 21 consegue la patente dei bus perché vuole mettersi alla prova con mezzi ancora più grandi. Prima infatti, era un conducente e soccorritore di ambulanze e, una volta presa la patente, oltre alla soddisfazione di avere tra le mani un pullman 12 metri, non nasconde quella economica. Erano altri tempi e c’era la lira e, il suo primo posto di lavoro è stata la storica società F.lli Lazzi di Firenze, oggi confluita nella CTT nord srl.

Gli amici

Durante il giro di linea o durante il rientro in deposito, ai tempi della Lazzi quando ancora abitava a Firenze, Matteo ricorda che gli capitava di transitare con il suo autobus davanti al ritrovo della sua compagnia di amici e mi racconta: “Con un bestione mi sentivo osservato davanti agli amici che avevano intrapreso altre strade lavorative. Qualcuno non aveva neppure la patente per l’automobile. Una volta finito il turno di lavoro, mi presentavo incravattato a differenza loro che magari non indossavano la cravatta o abiti di lavoro, ma non avevano la libertà che avevo io. Credo ci fosse un po’ di sana competizione”.

L’obiettivo è il Gran turismo

Con una dura gavetta sulla linea e gradualmente con altri vettori che esercitavano anche servizi di noleggio, Matteo realizza il suo obbiettivo: “Girare l’Italia intera e l’Europa tutto spesato e con mancia cospicua a fine tour“.

Pur consapevole delle problematiche che affliggono il nostro settore, è molto dinamico e aperto mentalmente, vorrebbe che anche i giovani provassero questa professione. Infatti conclude la conversazione con folclore sostenendo che gli piace il suo lavoro e non lo cambierebbe con nessun altro mestiere aggiungendo: “Viva la nostra categoria…”

Ha voluto elencarmi per iscritto i punti del nostro incontro dopo essere ripartito per Firenze sottolineando che: “ti sto a scrivere da una camera di un albergo a 5 stelle nel centro di Firenze.”

Ascoltando Matteo e leggendo i suoi appunti appassionati la mia mente torna al 2022 quando al Next Mobility Exhibition incontro una motivatissima collega, Rachele Sandulache. Lei descrivere con una frase inequivocabile la sua passione:  “Gli autobus e il lavoro di autista sono il mio posto nel mondo!”.

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