La norma sulla scissione dei pagamenti, che impone agli enti pubblici di versare l’IVA direttamente all’Erario e non più alle imprese, rischia di portare al collasso le imprese di trasporto pubblico locale e di trasporto scolastico aggravando la situazione di credito IVA strutturale del settore, già alle prese, peraltro, con il problema dei ritardati pagamenti della PA. “Le imprese di trasporto pubblico locale ricavano circa il 60% dei corrispettivi dai contratti di servizio stipulati con gli enti locali – sottolineano Nicola Biscotti e Massimo Roncucci, Presidenti di ANAV e ASSTRA – . E’ evidente che il mancato pagamento dell’IVA da parte di tali enti determinerà, anche per i tempi lunghi dei rimborsi IVA da parte del Fisco, una forte crisi di liquidità per tutte le imprese. Gli effetti saranno disastrosi soprattutto per i consorzi che non riceveranno più l’IVA dagli enti pubblici, ma dovranno pagarla sui corrispettivi ripartiti alle consorziate”. “Condividiamo le finalità della norma, ma ricordiamo che le disposizioni sulla tracciabilità dei flussi finanziari pubblici, applicabili a tutte le imprese che operano con la PA, rappresentano già un efficace strumento di lotta all’evasione. Per questo – proseguono Biscotti e Roncucci -, anche nell’interesse degli oltre 110mila addetti ai servizi di  TPL e trasporto scolastico, chiediamo con  forza un doveroso passo indietro al Governo o, in alternativa, l’adozione di misure che garantiscono il rimborso immediato dei crediti IVA”.

 

I due Presidenti sottolineano, infine, che “per molte imprese il rischio di chiudere è dietro l’angolo”.

 

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