Un nuovo autobus elettrico, ma non solo: Menarini verso l’ampliamento della gamma e l’espansione all’estero, dopo i 400 bus del 2025
«Il 2025, per noi, è stato un anno molto positivo, soprattutto se consideriamo da dove siamo ripartiti e le difficoltà degli anni precedenti. Siamo stati bravi e l’azienda ha ritrovato ritmo e organizzazione: abbiamo completato quasi 400 autobus, un risultato storico», ci racconta Andrea Lamonaca, responsabile Commerciale Italia e ufficio gare Menarini. Che nel corso […]

«Il 2025, per noi, è stato un anno molto positivo, soprattutto se consideriamo da dove siamo ripartiti e le difficoltà degli anni precedenti. Siamo stati bravi e l’azienda ha ritrovato ritmo e organizzazione: abbiamo completato quasi 400 autobus, un risultato storico», ci racconta Andrea Lamonaca, responsabile Commerciale Italia e ufficio gare Menarini. Che nel corso dello scorso anno ha portato a termine una consegna molto significativa: 200 Citymood a metano per Atene. Una fornitura che ha ridato linfa, vitalità e ritmo alla fabbrica di Flumeri: ora lo stabilimento in Valle Ufita non si vuole fermare. E infatti in pentola bollono alcune novità di prodotto: tra una manciata di giorni, in occasione di NME – Next Mobility Exhibition, ci sarà la presentazione di un nuovo autobus elettrico. Ma, attenzione, non solo…
Iniziamo dai numeri. Nel 2025 Menarini ha immatricolato (dati Anfia) 152 autobus in Italia, in calo rispetto al 2024. A fare da controaltare, però, la maxi commessa per la Grecia: 200 Citymood Cng per Atene. Che anno è stato e che cosa ha rappresentato per l’azienda la commessa per la capitale greca?
«Il 2025, per noi, è stato un anno molto positivo, soprattutto se consideriamo da dove siamo ripartiti e le difficoltà degli anni precedenti. Siamo stati bravi e l’azienda ha ritrovato ritmo e organizzazione: abbiamo completato quasi 400 autobus, un risultato storico. Che poi 200 siano stati consegnati fuori dall’Italia non rende giustizia all’organizzazione e alla bontà del lavoro svolto. La commessa di Atene è stata importante anche per un altro motivo: non solo per i volumi, ma per il contesto competitivo e per il servizio post-vendita, dove ci siamo confrontati con player internazionali molto strutturati. E i riscontri sono stati positivi».
Avete messo nel mirino altre interessanti commesse in territorio straniero?
«Sì. L’elettrico sta cambiando profondamente il mercato e il solo territorio italiano non è sufficiente a garantire la piena saturazione della capacità produttiva. Le fluttuazioni delle gare e l’intensità della concorrenza rendono difficile avere continuità nel medio-lungo periodo. E oggi, con una fabbrica che ha ripreso slancio, sarebbe un peccato, oltre che un errore, non sfruttarne il potenziale. Per questo non puntiamo più a partecipazioni “spot” a singole gare estere, ma ci stiamo strutturando per essere stabilmente presenti sul mercato continentale. E infatti la rete commerciale si sta ampliando, con inserimenti diretti nei mercati target. Insomma, non si tratta più di seguire opportunità occasionali, ma di presidiare territori in modo continuativo, specialmente Germania, Francia ed Est Europa».

Nei primi tre mesi dell’anno il mercato italiano è cresciuto del 28% sul medesimo periodo 2025. In linea con questa crescita – spinta dalle ultime commesse per il Pnrr – il dato di Menarini: 82 targhe (erano 63). Che obiettivo vi siete prefissati per quest’anno?
«Hai detto bene, è l’effetto delle ultime commesse Pnrr. Sapevamo che quest’anno sarebbe stato difficile. Il 2025 è stato avaro di gare e di conseguenza il portafoglio ordini non è stato particolarmente ricco, ma noi ci stiamo impegnando per farci trovare pronti e sfruttare tutte le opportunità. Le gare a cui abbiamo partecipato sono oramai in dirittura di arrivo e ci diranno dove possiamo arrivare. Vedremo…».
A metà maggio l’appuntamento a Rho Fiera, Milano, per la terza edizione di NME – Next Mobility Exhibition. Ci sono novità pronte a essere svelate?
«Sì! A Milano porteremo diverse e importanti novità, per cui, al momento, mi tengo “abbottonato”. Sicuramente – posso anticiparlo – ci sarà un ampliamento della gamma elettrica, con nuovi modelli e interventi evolutivi su quelli già esistenti. Ma non si tratta solo di estetica o aggiornamenti marginali: stiamo lavorando anche su componenti e tecnologie per migliorare il prodotto in modo concreto. L’ampliamento della gamma è un passo doveroso per aumentare la presenza sul mercato, mentre le nuove tecnologie miglioreranno il prodotto. L’appartenenza al gruppo Seri ci può garantire importanti sinergie con le altre aziende del gruppo: stiamo iniziando a metterne a terra alcune…».
Ma per caso c’è anche un Classe II all’orizzonte?
«Ebbene sì, è un’area, e un prodotto, su cui stiamo lavorando, ovviamente a trazione elettrica a batteria. Storicamente siamo stati molto focalizzati sull’urbano, e questo oggi rappresenta un limite rispetto all’evoluzione del mercato. La tecnologia elettrica per il Classe II è ormai più matura e anche le infrastrutture stanno crescendo. È un passaggio naturale, e ci stiamo organizzando per essere presenti anche in questo segmento».
Insomma, state lavorando sullo sviluppo e l’ampliamento della gamma, puntando molto sulla trazione elettrica a batteria. Il mercato però continua a premiare anche il diesel e il gas. Come pensate di strutturare la vostra offerta?
«La direzione dell’elettrico è ormai chiara, ed è su quella che stiamo investendo per coprire tutti i segmenti di mercato, dai 6 ai 18 metri. Il gas ci trova pronti e presenti per garantire soluzioni ultra-consolidate nel tempo, sia nella versione Cng che Lng: credo che il metano avrà ancora una parte importante per svariati anni e a noi sta dando grande soddisfazione. Almeno in Italia, il completamento di una vera transizione ecologica farà i conti con l’eterogeneità delle aziende e con la capacità di mettere a terra velocemente questi progetti».









