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di Roberto Sommariva

In questi ultimi mesi, in molti, si sono domandati chi fosse tale Renato Mazzoncini, il neo amministratore delegato Fs. Prima di tutto, posso dirlo, è un simpatico e, come tutti i riformisti under 50, irriverente e in qualche modo spregiudicato. Il numero uno di Fs è un ingegnere, bresciano, 46enni, curioso, appassionato di tecnologia («in famiglia abbiamo solo auto elettriche», mi disse) che ha tutte le intenzioni di rompere con il passato e riscrivere le regole del gioco. Lo ha già fatto con BusItalia, azienda di trasporto pubblico su gomma, e lo farà, bisogna esserne certi, anche con Fs. Mazzoncini è stato chiamato da Renzi per traghettare l’azienda di Stato verso una parziale privatizzazione (il 40 per cento). Ma l’ingegnere bresciano non sembra voler interpretare il ruolo di ‘amministratore di scopo’, e la sua prima conferenza stampa da A.D. di FS ne è la conferma. “Nel nostro piano industriale è previsto un aumento della quota di mercato nel trasporto pubblico locale su gomma. Di un mercato che vale 9 miliardi, abbiamo una quota del solo 7%. Certamente siamo interessati a Roma e Milano”, ha detto lo stesso Mazzoncini. Quel 7 per cento è la somma dei servizi coperti da BusItalia (100 per 100 Fs) tramite le società controllate in Veneto, Umbria e Toscana. Regione, quest’ultima, oggetto di una discussa gara regionale vinta dalla francese Ratp che ha avuto la meglio sulla cordata italiana Mobit di cui BusItalia fa parte. Mazzoncini questa faccenda non l’ha ancora digerita e, tutti ne sono certi, da qui in poi partirà una guerra a suon di carte bollate. Come si può capire Mazzoncini ha un approccio tentacolare al tpl, che non finisce qui. Avete mai sentito parlare di Agens? È l’Agenzia confederale dei trasporti e dei servizi, l’associazione datoriale che dal 1992 rappresenta gli interessi delle aziende del settore aderenti a Confindustria. Mazzoncini è uno dei due vicepresidenti. All’interno di Agens, oltre a BusItalia e Autoguidovie, gravitano anche nomi come Atac Roma, Cotral Lazio, tutte le società liguri nonché l’Azienda Siciliana Trasporti (Ast). Ma c’è di più. Voci insistenti, e accreditate, danno per imminente l’entrata di Atm Milano. Uno scenario inedito che prefigura una vera e propria rivoluzione. Asstra e Anav, le altre due associazione del settore, resisteranno a questa che ha tutti i connotati di diventare un’azienda unica nazionale?

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