«Favorire lo sviluppo della filiera produttiva nazionale di autobus non inquinanti avvia un processo di trasformazione industriale di cui l’Italia ha urgente bisogno, anche perché nei prossimi anni, grazie alla norma che prevede il graduale divieto di circolazione dei van e degli autobus euro 1, 2 e 3 entro il 2023 e al nuovo fondo pluriennale per la mobilità sostenibile inserito nel ddl della Legge di bilancio, intendiamo accelerare il ricambio dei mezzi esistenti per migliorare la qualità dell’aria nelle aree urbane». Così il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini ha commentato la firma del decreto che prevede 300 milioni di euro per lo sviluppo della filiera degli autobus elettrici.

«Grazie alle risorse del Pnrr possiamo recuperare il tempo perduto per far sì che l’industria del nostro Paese possa agganciare il nuovo paradigma della mobilità sostenibile e sia in grado di soddisfare la crescente domanda di mezzi ecologici per il trasporto pubblico», ha aggiunto il titolare del Mims.

Così il Mims finanzia gli autobus geen

Nell’ambito del decreto per lo sviluppo della filiera green degli autobus 250 milioni sono destinati a nuovi progetti e 50 milioni a quelli in essere. In particolare, una quota pari ad almeno il 40% deve essere destinata al finanziamento di progetti da realizzare nelle regioni meridionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Come previsto dai regolamenti europei, gli investimenti programmati non devono arrecare un danno significativo all’ambiente e devono essere completati in tempo utile per garantire l’attivazione della produzione di autobus ecologici e delle relative componenti entro il 30 giugno 2026.

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