«Non esistono sistemi di motorizzazioni e carburanti per tutti e ovunque, per questo la transizione ambientale del settore del trasporto pubblico non può essere ideologica ma, al contrario, deve seguire delle logiche di efficienza legate all’uso delle migliori tecnologie», così Arrigo Giana, presidente di Agens, nel suo intervento alla presentazione dello studio di Anav “Transizione energetica e neutralità tecnologica nel Tpl.

“Ogni tecnologia – spiega Giana – va analizzata a 360 gradi, perché presenta dei pro ma ha anche dei vincoli operativi e ambientali, che vanno dalla morfologia dei territori che bisogna servire alla densità abitativa che presentano”.

Il presidente di Agens spiega come un vincolo dell’autobus elettrico sia, ad esempio, la sua non fattibilità in ambito extraurbano mentre «in grandi città come Milano, Torino o Napoli è la scelta più coerente ma dobbiamo lo stesso misurarci con tutta una serie di problemi: più spazi nei depositi già esistenti delle aziende, nuovi depositi che non tolgano spazio ai cittadini. A Milano, come ATM, stiamo infatti pensando di farli sotterranei. Insomma, va analizzato tutto. Un’altra considerazione va fatta sui costi: quelli di gestione puri dell’elettrico, se si toglie la parte ammortamenti, sono sì sensibilmente più bassi rispetto al diesel ma oggi, con il rincaro dell’energia elettrica, avremmo bisogno di essere sostenuti da manovre pubbliche coerenti. Se spingiamo le aziende verso la transizione energetica  – conclude – non possiamo poi lasciarle in balia di un mercato fuori controllo».

Nel corso della presentazione è intervenuto anche il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

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