Sono a rischio i servizi di trasporto pubblico locale garantiti nella città metropolitana di Cagliari (il capoluogo più altri otto comuni) dal Ctm (Consorzio Trasporti e Mobilità). Alla società pubblica, partecipata dai comuni di Cagliari e Quartu Sant’Elena e dalla città metropolitana, rischiano di mancare 4,5 milioni di euro nel prossimo biennio. È questa la cifra che la Regione Sardegna intende far mancare alla spa, fra le migliori dieci aziende di tpl in Italia, con circa 800 dipendenti, e un’eccellenza nell’isola per qualità del servizio.

Il sindaco del comune e metropolitano di Cagliari Paolo Truzzu ha annunciato la novità eri sera in consiglio comunale, dichiarandosi pronto a impegnarsi per «trovare una soluzione che consenta di garantire il personale del Ctm e di salvaguardare un patrimonio della città metropolitana». Al primo cittadino, che ieri sera ha avuto una riunione di due ore coi sindacati del Ctm, l’assessorato regionale ai Trasporti ha proposto la scorsa settimana un nuovo contratto di servizio, con la richiesta di firmarlo entro il 20 dicembre, considerato che quello in vigore scadrà il 31 dicembre. «Ho chiesto una proroga per aprire interlocuzioni con la Regione», ha spiegato Truzzu al consiglio, in cui tutti i gruppi, anche quelli dell’opposizione di centrosinistra, gli hanno manifestato il massimo sostegno. «Comprendo le difficoltà finanziarie, data la situazione», ha dichiarato il sindaco, «ma non credo sia pensabile che a pagare siano le aziende più virtuose. Non è possibile scaricare su queste aziende le inefficienze di altri».

«Da 21 anni il Ctm realizza utili ed è un’eccellenza nazionale», è stato ricordato in consiglio comunale. Gli azionisti sono il Comune di Cagliari col 67,5% delle quote, la città Metropolitana di Cagliari col 25% e il Comune di Quartu Sant’Elena col 7,5%. L’azienda ha una flotta di 239 autobus, di cui 13 snodati da 18 metri, e 32 filobus coi quali collega Cagliari, Quartu Sant’Elena, Monserrato, Quartucciu, Selargius, Elmas, Assemini e Decimomannu, con 32 linee, di cui tre filoviarie. Il sindacato Orsa Autoferro tpl Cagliari considera “grave” la situazione, dopo che i vertici del Ctm hanno riferito che la riduzione delle risorse preannunciata dalla Regione metterà in pericolo non solo la qualità del servizio ma anche i livelli retributivi e occupazionali. Orsa, pronta alla mobilitazione, contesta il fatto che la Regione abbia agito senza alcun confronto preventivo con le aziende del tpl. Intanto, il gruppo dei Progressisti in Consiglio regionale ha sollecitato la convocazione della Quarta commissione (Trasporti) per ascoltare i sindaci di Cagliari e Quartu, i rappresentanti della città metropolitana e i sindacati.

«Servono azioni concrete: non devono essere le cittadine e i cittadini a pagare le possibili frizioni nel centrodestra alla guida della città e della Regione dovute al recente rimpasto deciso dal sindaco ai danni della Lega, partito dell’assessore regionale ai Trasporti», sostengono i consiglieri Progressisti, secondo i quali il taglio delle risorse regionale per il biennio 2022-2023 «andrebbe a colpire migliaia di persone che ogni giorno utilizzano i mezzi pubblici contribuendo a diminuire il traffico privato su un’area che conta oltre 400.000 abitanti». «Visto che il Ctm è una delle poche aziende pubbliche ad avere da anni i bilanci in attivo, frutto di gestione oculata e scelte politiche precise, a passare sarebbe l’idea che chi lavora bene non vede riconosciuto il proprio impegno», argomentano i Progressisti. «Non vorremmo, poi, che dietro questa scelta ci sia la volontà di indebolire il capoluogo della Regione, che peraltro non sembra beneficiare delle stesse attenzioni che il centrodestra sta dedicando ad altre aree urbane ad esempio nella ricerca di finanziamenti a valere sul Pnrr».

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