Siamo sicuri di sederci correttamente al volante del nostro bus? E, soprattutto, siamo consapevoli che alcune abitudini possono tutelare o danneggiare la nostra struttura muscolo-scheletrica? Durante i cambi in linea o le soste nei parcheggi, mi è capitato spesso di osservare colleghi con posizioni di guida fin troppo “personalizzate”, ad esempio con sedili troppo distanti dal volante o schienali eccessivamente inclinati all’indietro. E a voi?

Eppure, in una professione che ci tiene per ore a stretto contatto con sedile e volante, trovare un compromesso sano nella postura di guida può fare davvero la differenza – non solo per la schiena, ma anche per il nostro umore.

A confermarlo è il professor Giovanni Andrea La Maida, direttore dell’Unità Operativa di Ortopedia, Traumatologia e Patologie della Colonna Vertebrale presso l’ASST Gaetano Pini di Milano.

Postura, già in autoscuola…

Al conseguimento del CQC ci viene spesso ribadita l’importanza della corretta posizione di guida; un aspetto tutt’altro che marginale, capace di prevenire lombalgie, ernie e affaticamento muscolare, migliorando al contempo la prontezza di reazione in caso di imprevisti. Non a caso, anche i piloti di Formula 1 e rally mantengono una postura ad angolo retto tra cosce e tronco, proprio per ridurre l’affaticamento e migliorare il controllo del mezzo. C’è chi sostiene che questa posizione sia scomoda, ma – fidatevi – è solo questione di abitudine.

La salute si gioca anche sulla seduta

Nel tpl o nel noleggio, però, i sedili – pur essendo moderni – non sempre sono regolati in modo ottimale. Spesso, per fretta o disattenzione, si trascura la personalizzazione della seduta, che dovrebbe invece adattarsi alla costituzione fisica di ciascuno, anche per brevi tragitti. Altezza, inclinazione dello schienale, appoggio delle cosce, supporto lombare e allineamento e posizione con il volante e pedali sono particolari fondamentali per la nostra salute. Anche un getto diretto dell’aria condizionata con temperature troppo basse creano problemi.

Secondo l’INAIL, le patologie muscolo-scheletriche rappresentano oltre il 60% delle malattie professionali in Italia. Gli autisti sono tra i lavoratori più esposti, soprattutto per lombalgie, sciatalgie e disturbi causati da vibrazioni prolungate.

E il carico bagagli?

Il carico e scarico dei bagagli è un aspetto che di certo non aiuta chi già sottovaluta la corretta postura di guida. Anzi, è un’attività alla quale sarebbe auspicabile riconoscere un valore maggiore anche ai fini contributivi. Il problema è la quantità di bagagli e la necessità per il conducente di stivarli ottimizzando gli spazi, il che spesso comporta il sollevamento di pesi in posizione china. Servirebbe una presa di coscienza unitaria del comparto, ma – complice la frenesia con cui spesso si esercita il mestiere del noleggio – il problema viene rimandato, accettando di malgrado richieste spesso opinabili da parte dei viaggiatori.

Siamo, o dovremmo essere noi conducenti, a dover mettere dei limiti, ma questo, al momento, sembra l’aspetto più aleatorio e alla fine si ritorce su tutti, anche su coloro che vorrebbero seguire precise regole di sicurezza fisica nella movimentazione dei bagagli.

di Gianluca Celentano

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