Ci sono abitudini che sembrano innocue, ma che per chi guida un autobus diventano veri rischi. Una tra le più diffuse oggi? Mostrare al conducente il cellulare con l’indirizzo in bella vista, ficcandoglielo davanti agli occhi mentre il mezzo è in marcia. Sarà capitato sicuramente anche a voi, cari colleghi. Accade spesso, raccontano gli autisti. Non solo nel trasporto pubblico, ma anche nel noleggio e, in alcune città, è ormai quasi una prassi.

I protagonisti sono passeggeri convinti che basti un gesto rapido per risolvere il problema del percorso. Non pensano, però, che quel gesto può distrarre chi guida, mettendo in pericolo tutti i presenti. La richiesta arriva nei momenti più impensati e complessi, magari mentre l’autobus attraversa un incrocio o sfiora a pochi centimetri le auto in doppia fila.

Il regolamento è chiaro: “È vietato parlare al conducente”. Eppure, per qualcuno, la scorciatoia resta sempre quella. Più che sgridare i malcapitati, molti autisti provano a rispondere con calma, invitando ad esprimersi a parole. Facile a dirsi, meno a farsi. Molti di questi viaggiatori, infatti, sono stranieri che non parlano italiano e si aggrappano al “linguaggio universale” dello schermo luminoso, sventolato davanti agli occhi del conducente.

L’abbaglio dello schermo e vecchi bus

Gli episodi si moltiplicano soprattutto sulle serie più obsolete di bus ancora in circolazione e poco isolati dal corpo vettura come dovrebbero. Magari sono presenti cancelletti e sostegni e basta, e il posto guida resta esposto da una possibile “testa” che si infila e ti guarda, magari senza neppure un sorriso. Vero?

Nel noleggio, la scena è ancora più lampante, con il passeggero che si alza dal suo posto, arriva fino all’autista e gli sfiora la spalla o, peggio, gli sussurra qualcosa all’orecchio. L’effetto? Un sussulto sul sedile che non ha nulla di comico, ma tutto di pericoloso. Vi è capitato?

Dal settore del noleggio inoltre, segnalano l’abitudine, non solo tra i più giovani e spesso nelle ore notturne, di utilizzare il flash dei telefoni cellulari, con riflessi fastidiosi sulle superfici e sugli specchi interni; un vero abbaglio. La luce del display puntata in faccia al conducente, come un faro improvviso, può accecare per un istante. E basta poco per trasformare un’informazione cercata in un rischio reale.

Un problema analogo lo segnalano anche i piloti durante i voli notturni: i laser puntati contro gli aerei, usati come bravata con dispositivi in commercio, risultano estremamente pericolosi e fastidiosi. Eppure il volo notturno, solitamente più tranquillo del diurno – meno traffico, radio silenziose, piste assegnate con rapidità – porta con sé questo nuovo rischio: l’accecamento da laser. Fonte: FAA (Federal Aviation Administration)

La conclusione è inevitabile, e in coro gli autisti sostengono che servono più tutele e cabine guida realmente isolate, con paratie resistenti e schermature efficaci, anche anti-riflesso. Oggi la maggior parte delle persone cammina con lo sguardo fisso sullo schermo; non sorprende, quindi, che la stessa abitudine salga a bordo. Ma il rischio non può essere ignorato: l’autista di un autobus non è un tassista, né un vigile urbano. È un professionista della guida, che deve poter contare su concentrazione e sicurezza, senza interferenze. Ma forse si chiede troppo?

Gianluca Celentano

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