Riceviamo e pubblichiamo

Dopo aver letto la storia del collega Alessandro Razze (Parte prima, Parte seconda), volevo esprimere la mia opinione e qualche idea per poter rendere più appetibile questa mansione che svolgo da sedici anni.

La difficoltà nel reperire autisti non è tanto il costo della patente come vogliono far credere, semmai il problema sussiste nelle paghe molte basse e negli orari, dove i nastri lavorativi arrivano anche a 12-14 ore di impegno al giorno, e molte volte si passano ore a vuoto fuori dalla residenza di origine. 

Per non parlare poi della questione sicurezza dove l’autista è abbandonato da parte delle istituzioni: non abbiamo tutele, siamo alla mercé di tutti; basta guardare da nord a sud tutte le aggressioni che avvengono ogni giorno per capire che non è un lavoro semplice da svolgere.

In più, spesso accade, mentre siamo concentrati alla guida, che la gente a bordo pretenda informazioni senza salutare, come se fossimo i loro schiavi…

La società sicuramente è cambiata: questo era un gran bel lavoro, ben pagato e soprattutto rispettato dall’utenza, come mi racconta mio nonno che ha fatto il conducente.

Per ultimo, le aziende non attuano la mobilità esterna per risparmiare pochi euro, Mi spiego con un esempio: ci sono posti di lavoro vacanti a Venezia? Allora perché l’azienda non fa un bando per vedere chi già lavora in altre realtà ed è disposto ad andare lì senza perdere l’anzianità di servizio acquisita negli anni? 

Grazie per il vostro servizio e per avermi dato la possibilità di esprimere il mio parere sulle difficoltà che si riscontrano a reperire autisti. 

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