La data è stata fissata: a partire dal 9 gennaio, i biglietti singoli, occasionali e settimanali di Atm Milano aumenteranno di venti centesimi. Resta invece invariato il prezzo degli abbonamenti urbani mensili e annuali, rispettivamente di 39 e 330 euro.

Il biglietto ordinario Atm, per viaggiare a Milano e in tutti i comuni compresi nella zona tariffaria Mi3) passerà da 2 a 2,20 euro; il carnet dieci corse da 18 euro a 19,50 euro; il giornaliero da 7 a 7,60 euro; il biglietto valido per tre giorni da 12 a 13 euro.

I biglietti acquistati con la vecchia tariffa saranno validi per 60 giorni dopo l’entrata in vigore dell’adeguamento tariffario, quindi fino al 10 marzo 2023.

Arianna Censi, assessora alla Mobilità di Palazzo Marino ha spiegato il provvedimento: «Purtroppo la manovra tariffaria non è più rimandabile, soprattutto per il costante impegno economico profuso per la realizzazione di nuove linee metropolitane, a fronte del quale non interviene un adeguato incremento di risorse da parte dei trasferimenti regionali. Nel corso degli ultimi dodici anni il numero dei chilometri di servizio di trasporto pubblico è aumentato notevolmente, nello stesso periodo i fondi nazionali erogati dalla Regione Lombardia sono diminuiti. Si è passati da 287,5 milioni di contributi nel 2011 agli attuali 262,7 milioni. Si tratta di 24 milioni e 800mila euro in meno, a fronte di quasi 27 chilometri in più di solo trasporto sotterraneo. Le proiezioni prevedono che nel 2024, quando sarà terminata la M4 con i suoi 15 chilometri, le risorse destinate al Comune di Milano diminuiranno ancora arrivando a 260,3 milioni».

«Se si analizza la situazione del costo del biglietto del trasporto pubblico in Europa, Milano risulta tra le città con le tariffe più basse», sottolinea ancora Censi. Che, infine, conclude: «È assolutamente necessario rivedere la ripartizione del Fondo Nazione dei Trasporti perché non è equo e non sostiene, anzi penalizza, chi continua a fare investimenti sul miglioramento delle linee. Certamente non avremmo voluto procedere con l’adeguamento, ma al nostro appello non hanno risposto né la Regione Lombardia né il governo. Siamo coscienti delle difficoltà derivate dalla crisi economica e per questo abbiamo scelto di non caricare il sovrapprezzo derivato dall’aumento Istat sugli abbonamenti, così da tutelare chi sceglie quotidianamente i mezzi pubblici. Per il futuro chiediamo al nuovo ministro dei Trasporti che si possa riaprire subito un dibattito sulla riprogrammazione delle risorse in base ai chilometri di trasporto pubblico erogati».

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