Mercato autobus Italia 1° trimestre 2026: 1.434 immatricolazioni (+28%) di cui 142 a idrogeno. Elettrici e turistici sempre protagonisti
Il mercato dell’autobus italiano ha trovato una bella sorpresa nell’uovo di Pasqua, confermando gli ottimi dati dei primi due mesi dell’anno: al 31 marzo 2026, infatti, la immatricolazioni sono cresciute del 28,2% rispetto al primo trimestre 2025, toccando quota 1.434 unità (sopra le 8 ton). La notizia sono le 142 targhe a idrogeno, pari al […]
Il mercato dell’autobus italiano ha trovato una bella sorpresa nell’uovo di Pasqua, confermando gli ottimi dati dei primi due mesi dell’anno: al 31 marzo 2026, infatti, la immatricolazioni sono cresciute del 28,2% rispetto al primo trimestre 2025, toccando quota 1.434 unità (sopra le 8 ton).
La notizia sono le 142 targhe a idrogeno, pari al 10% del totale. In continua espansione – ma questa non è più una novità – il volume degli elettrici, ma anche del diesel, mentre la tecnologia del gas e dell’ibrido sono in sofferenza.
Urbani, interurbani, turistici e scuolabus
I dati messi a disposizione dall’Anfia raccontano come quasi la metà dell’immatricolato sia rappresentato dai Classe I: 710, in crescita di oltre il 70% sul gennaio-marzo 2025, e pari al 49,5% della torta. In leggero calo (-5,5%) i Classe II, 324 (22,6%) . Sfiora le 400 unità, invece, i coach: 391 e quota del 27,3%. Infine, anche 9 scuolabus sopra le 8 ton di ptt.
Le alimentazioni: elettrico, diesel, idrogeno, gas e ibrido
Il 48,2% delle 1.434 immatricolazioni è a motore tradizionale diesel, in aumento del 31%, da 527 del 2025 alle 691 di oggi. All’interno, peraltro, anche 6 autobus a bio-diesel. Dunque 466 e-bus, +172,5%, e market share del 32,5%: insomma, un terzo dell’immatricolato è a batteria. Poi, tornando alla notizia con la “N” maiuscola, 142 mezzi a celle a combustibile di idrogeno, pari al 9,9% del totale.
In netta difficoltà sia il gas, sia l’l’ibrido. Il metano si ferma a 113 targhe (di cui 112 Cng e 1 Lng); dato in calo del 60,6% e quota del 7,9%. In picchiata l’ibrido, che perde l’83% e non va oltre 22 macchine.
I costruttori
In cima alla classifica delle immatricolazioni c’è sempre Iveco Bus con 435 veicoli, seguita a distanza da Solaris, spinta da 138 Fcev, con 181 targhe. Poi Daimler Buses, grazie a 118 Mercedes-Benz e 61 Setra, per un totale dunque di 179 autobus. Dunque Scania con 114 (all’interno dei quali, però, figurano anche i mezzi Irizar su chassis del Grifone). Quindi King Long con 108, Menarinibus con 82, MAN con 1014 (di cui 43 Neoplan), Yutong con 51, Otokar con 46, Isuzu con 33, Temsa con 26, BYD con 22, Irizar con 17, Karsan con 17, Rampini con 9, Van Hool (VDL) con 4, BMC con 3 e Volvo con 2.
Per quanto riguarda invece lo spaccato dei costruttori per immatricolazioni elettriche a batteria, è sempre Iveco Bus a guidare il grippo con 185 bus, seguita da King Long copn 106, Yutong con 51, Solaris con 43, BYD con 22, Karsan con 17, MAN con 15, Menarinibus con 12, Rampini con 9, Mercedes-Benz con 5 e BMC con 1.
