A un anno dalla prima edizione del rapporto sul mercato europeo degli autobus a lunga percorrenza, il quadro che emerge è quello di un settore in lenta ma costante evoluzione. Avanza la liberalizzazione, prosegue la crescita dei collegamenti da e verso gli aeroporti, torna a rafforzarsi il traffico internazionale dopo gli anni della pandemia e, sul piano competitivo, continuano a convivere modelli molto diversi tra loro. L’Italia si conferma uno dei principali esempi europei di mercato liberalizzato caratterizzato da una presenza diffusa di operatori.

È quanto emerge dalla seconda edizione del rapporto redatto dal professor Paolo Beria del laboratorio Traspol del Politecnico di Milano in collaborazione con CheckMyBus, che analizza l’evoluzione del trasporto autobus a lunga percorrenza nel periodo 2019-2025 sotto le angolature delle tendenze di traffico, prezzi e caratteristiche della domanda.

Quali tendenze ha individuato lo studio

Sul fronte della domanda, si conferma una tendenza già emersa lo scorso anno, ovvero il progressivo ridimensionamento del peso delle tratte più lunghe e la crescita dei collegamenti aeroportuali. Tuttavia, il dato nuovo del 2025 è rappresentato dalla ripresa del traffico internazionale, che torna a guadagnare terreno dopo anni di recupero particolarmente lento successivi alla pandemia.

Parallelamente prosegue il rafforzamento dei collegamenti da e verso gli aeroporti; in questo segmento, le relazioni comprese tra 100 e 150 chilometri hanno più che raddoppiato il proprio peso sul mercato europeo, passando dal 2,9 al 6,2 per cento del mercato totale. Tradotto: un viaggio su 16 avviene tra quelli cercati sull’aggregatore si riferisce a un trasferimento da o verso un aeroporto nel range tra 100 e 150 chilometri. Nello stesso periodo si è ridotta l’incidenza delle tratte domestiche più lunghe: i collegamenti compresi tra 600 e 800 chilometri sono passati dal 5,5 al 2,7 per cento, mentre quelli superiori ai mille chilometri sono scesi dal 2,1 allo 0,7 per cento.

Capitolo passeggeri: l’utenza è sempre meno giovane

Dal punto di vista dell’utenza, il rapporto conferma un’evoluzione già osservata nella precedente edizione: gli utenti con meno di 34 anni rappresentano ancora il gruppo più numeroso a livello europeo, ma la loro quota continua gradualmente a ridursi. In quasi tutti i Paesi aumenta infatti il peso delle fasce d’età superiori ai 35 anni. Con le parole del rapporto, «L’utilizzo degli autobus a lunga percorrenza si sta diffondendo da fenomeno low-cost per i giovani a modalità di trasporto universale».

Il caso italiano ha degli elementi di peculiarità. Il nostro Paese infatti continua a distinguersi sotto il profilo competitivo. Mentre in molti mercati il settore appare dominato da pochi operatori, da noi i livelli di concentrazione sono relativamente contenuti nonostante le sue dimensioni. È una caratteristica che lo differenzia sia dal Regno Unito, dove i primi tre operatori controllano stabilmente oltre il 90 per cento del mercato, sia dalla Germania, dove la posizione dominante di FlixBus continua a influenzare in maniera significativa la struttura competitiva del settore.

Prezzi e geografia della domanda

Dopo la flessione registrata nel 2024, i prezzi dei servizi autobus a lunga percorrenza sono tornati a crescere e oggi spno superiori di circa il 30 per cento rispetto al 2019. Il 2025 sembra segnare l’inizio di una nuova fase rialzista. L’elemento più interessante riguarda però il differenziale di prezzo tra le diverse tipologie di servizio. Le tratte da e per gli aeroporti continuano a garantire agli operatori un significativo premio di ricavo: a parità di distanza, il prezzo medio è circa doppio rispetto a quello di una normale relazione domestica interurbana.

Nel 2025 anche i collegamenti internazionali hanno raggiunto livelli tariffari analoghi, e in alcuni casi superiori, soprattutto sulle percorrenze più brevi. Una situazione molto diversa da quella osservata nel 2019, quando il differenziale rispetto alle tratte nazionali era molto più contenuto. Tra i principali mercati europei, Italia e Francia risultano quelli che hanno registrato gli aumenti più limitati nel periodo considerato. Al contrario, in gran parte del continente il segmento aeroportuale ha mostrato una crescita più sostenuta, con poche eccezioni tra cui proprio l’Italia e la Germania.

Se il mercato europeo della lunga percorrenza in bus mostra chiari segnali di concentrazione, la geografia della domanda conferma che il traffico si addensa attorno a pochi grandi poli urbani e turistici.

L’analisi delle principali relazioni domestiche evidenzia come il Portogallo rappresenti uno dei casi più interessanti del continente. I collegamenti verso Lisbona e Porto figurano infatti tra i maggiori mercati europei per il trasporto con autobus, insieme alle relazioni che convergono su Londra nel Regno Unito e su Roma in Italia.

Guardando invece alle connessioni internazionali, i corridoi più rilevanti sono quelli tra l’area di Ginevra e la regione francese del Rodano-Alpi, tra la Galizia e Porto e lungo alcune direttrici dei Balcani. Tra i collegamenti che hanno registrato la crescita più significativa figura inoltre la relazione Parigi-Londra.

Un elemento particolarmente interessante riguarda il peso del Portogallo nelle connessioni transfrontaliere. Molte delle principali coppie origine-destinazione europee hanno infatti origine o destinazione nel Paese iberico. Secondo gli autori, questo fenomeno suggerisce che in diversi mercati turistici e leisure l’autobus svolga ancora un ruolo di sostituzione rispetto alla ferrovia.

Una funzione analoga emerge nei Balcani, dove numerose relazioni internazionali figurano tra le più trafficate d’Europa. In quest’area il coach continua spesso a rappresentare l’alternativa più efficace a reti ferroviarie meno sviluppate o meno competitive.

All’opposto, colpisce l’assenza quasi totale delle principali città dell’Europa centrale. Nessuna località tedesca, austriaca o belga compare tra le prime trenta destinazioni europee. Un risultato che riflette il ruolo predominante del trasporto ferroviario nei grandi mercati dell’Europa centrale, dove l’autobus continua a occupare una posizione più complementare rispetto ad altre aree del continente.

Liberalizzazione e frammentazione del mercato

L’Italia rappresenta uno dei principali esempi di mercato liberalizzato caratterizzato da una presenza diffusa di operatori e da una minore dominanza dei player leader. Questa differenza emerge anche osservando il numero medio di operatori presenti su ciascuna relazione. In Italia i passeggeri possono scegliere mediamente tra circa tre compagnie per tratta, un valore (per quanto in calo del 9 per cento) superiore a quello osservato in Francia (2,5) e nettamente più elevato rispetto alla Germania (meno di due). L’estrazione non liberalizzata del mercato spagnolo qui mostra le conseguenze: è al fianco della Germania con meno di due operatori in media per tratta.

A emergere dal rapporto è quindi un settore che continua a evolvere senza stravolgimenti. La liberalizzazione avanza, il traffico internazionale torna lentamente a crescere e la domanda si concentra sempre più sui collegamenti più forti. In questo scenario, l’Italia conserva una posizione peculiare nel panorama europeo, caratterizzata da una maggiore pluralità di operatori rispetto a molti altri grandi mercati continentali.

L’APPROFONDIMENTO COMPLETO SUL NUMERO DI AUTOBUS DI LUGLIO-AGOSTO

La seconda edizione del rapporto Traspol-CheckMyBus, in pillole

1. Come sta evolvendo il mercato europeo degli autobus a lunga percorrenza?

Secondo il rapporto del Politecnico di Milano e CheckMyBus, il mercato europeo degli autobus a lunga percorrenza continua a crescere senza cambiamenti radicali. Prosegue la liberalizzazione in diversi Paesi, aumenta il traffico internazionale dopo la pandemia e cresce il peso dei collegamenti da e verso gli aeroporti, mentre diminuisce l’incidenza delle tratte domestiche più lunghe.

2. Perché stanno aumentando i collegamenti autobus con gli aeroporti?

Lo studio evidenzia che i collegamenti aeroportuali rappresentano uno dei segmenti più dinamici del mercato europeo. Le relazioni comprese tra 100 e 150 chilometri hanno più che raddoppiato la propria incidenza tra il 2019 e il 2025, a conferma della crescente integrazione tra autobus a lunga percorrenza e trasporto aereo.

3. Quali sono le caratteristiche del mercato italiano degli autobus a lunga percorrenza?

L’Italia è uno dei principali esempi europei di mercato liberalizzato. A differenza di altri Paesi, il settore presenta una presenza diffusa di operatori e un livello di concentrazione relativamente basso. Mediamente i passeggeri possono scegliere tra circa tre compagnie per tratta, un valore superiore a quello osservato in Francia e Germania.

4. Chi utilizza oggi gli autobus a lunga percorrenza in Europa?

Il rapporto mostra che il profilo dei passeggeri sta cambiando. Pur restando prevalenti gli utenti con meno di 34 anni, cresce progressivamente la quota degli over 35. Secondo gli autori dello studio, l’autobus a lunga percorrenza sta evolvendo da mezzo low cost utilizzato soprattutto dai giovani a modalità di trasporto sempre più universale.


Nota metodologica Traspol-CheckMyBus

Il rapporto si basa sui dati raccolti da CheckMyBus e utilizza come unità di osservazione i click, ovvero i reindirizzamenti dalla piattaforma verso il sito dell’operatore o di un rivenditore terzo. Si tratta di un indicatore che non coincide necessariamente con una vendita effettiva. Gli stessi ricercatori sottolineano che i volumi osservati dipendono sia dall’andamento del mercato sia dal posizionamento della piattaforma nei diversi Paesi europei. Una crescita dei click può quindi riflettere tanto un aumento della domanda quanto un rafforzamento della presenza di CheckMyBus in un determinato mercato. Per questo motivo il report utilizza i dati quantitativi soprattutto per descrivere la composizione dei mercati e il peso relativo dei diversi segmenti, evitando di trarre conclusioni sull’evoluzione dei volumi assoluti nel tempo.

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