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di Gianluca Celentano

L’idea di bus low cost per congiungere il paese è senza ombra di dubbio vincente moderna e in linea con altre realtà europee, ma gli autisti come se la passano? Innanzi a tutto bisogna dire che le novità low cost non hanno, in molti casi prodotto nuovi posti di lavoro essendo spesso franchising affidati ad esercenti reali già in attività con il loro personale di guida.

Gli autisti infatti, sono distaccati periodicamente o stabilmente per effettuare le tratte per le quali la loro azienda si è candidata. Il trattamento e l’impiego, sono decisi della propria azienda e spesso ci sono problematiche e malcontenti con i conducenti, dovuti soprattutto al lavoro a basso costo che devono garantire sin dall’origine dell’appalto, fermo restando questo aspetto, le macchine sono sempre nuovissime e la sicurezza è prioritaria anche in termini di tempi di guida, almeno finchè non ci si imbatte in code per le quali non è possibile modificare liberamente il percorso.

Il trattamento dell’autista passa quindi dall’azienda esercente e quando si parla di trattamento mi riferisco sia alla parte economica sia al trattamento di vitto e pernotto che in alcuni casi non troppo isolati non sono per nulla commisurati i primi, mentre arrangiati alla meno peggio gli altri, localizzati presso appartamenti in affitto pressochè vuoti con brandine, anzichè in strutture tipo bed and breakfast, sicuramente più accoglienti e dignitosi soprattutto in caso di arrivo notturno.

Molti malcontenti poi passano anche dalla retribuzione nulla o ridotta delle trasferte. Nulla di strano se pensiamo che mediamente un mese di servizio medio lungo è retribuito poco più di 350 euro rispetto al parametro base autoferrotranvieri o, per esempio che il vitto è a carico del personale. Per fortuna questa non è regola ma l’idea quindi è valida ma ci sono troppe resistenze e timori, comprensibili in molti casi, nell’investire per questo servizio appaltato.

Credo bisognerebbe rivedere per mano sindacale, l’aspetto del trattamento di questa tipologia di lavoro, anche per creare nuovi posti di autista ma non solo. Ribadisco comunque che il low cost in sinergia con i nostri già esistenti vettori storici è un utile e moderna formula di viaggio ancora però, a mio avviso, da rodare almeno qui in Italia.

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