Debiti per 200 milioni di euro, si decreti il fallimento“. Questa la richiesta della Procura di Genova, a valle del fascicolo di inchiesta aperto nell’autunno del 2025 sui conti della partecipata del Comune che gestisce il trasporto pubblico locale in bus e metro e gli impianti di risalita del capoluogo della Liguria.

A darne notizia è IlSecoloXIX, che ha aperto il giornale oggi in edicola titolando per l’appunto “AMT, debiti per 200 milioni. La Procura chiede il fallimento“.

Negli ultimi scampoli dello scorso anno, era il 27 dicembre, il Tribunale civile di Genova aveva confermato le misure protettive chieste dal consiglio di amministrazione di AMT Genova a sostegno del piano di risanamento dell’azienda. Nella sostanza, erano state accolte tutte le richieste dell’operatore per mettere l’azienda al riparto dalle possibili azioni dei creditori e permettendo, di fatto, l’avvio del piano di risanamento dell’azienda stessa. Nelle settimane precedenti alla pronuncia del Tribunale, infatti, alcuni creditori di AMT avevano avanzato l’intenzione di far dichiarare il fallimento della stessa.

Come scritto dal Secolo, un provvedimento-scudo temporaneo, della durata di 4 mesi e prorogabile per ulteriori quattro, nel corso del quale AMT non può essere dichiarata fallita nonostante l’istanza cheista da Menarini Spa, che vanta un credito di 2,7 milioni di euro.

Da quanto riportato, secondo i magistrati AMT ha 101 milioni di euro di debiti verso fornitori e Comuni azionisti, 56 milioni di euro nei confronti degli istituti di credito, 28 milioni di euro verso i dipendenti sotto forma di accantonamento TFR, più i 9 milioni di debiti fiscali e previdenziali e ulteriori 4 verso le assicurazioni.

Prossimo capitolo? Il 12 febbraio è fissata un’udienza davanti al giudice fallimentare.

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