Riceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato di Mobit firmato dal presidente Giuseppe Gori.

Letto l’articolo su Repubblica Firenze del 28/2 intitolato “Gara per i bus, la Regione verso un contratto differito” Mobit ha il dovere di evidenziare quanto segue:

  • Non è vero che Mobit ha richiesto alla Regione di attendere per firmare il contratto il “fatidico 26 Febbraio”. Mobit ha sempre sostenuto e sostiene che il contratto di servizio con il vincitore della gara potrà essere sottoscritto, con il conseguente subentro del “nuovo gestore”, una volta concluso definitivamente il contenzioso amministrativo che determinerà l’aggiudicatario della gara.
  • Non è vero che il Consiglio di Stato ha dato ragione a Regione Toscana respingendo “tutte le tante contestazioni di Mobit”. Il Consiglio di Stato, con sentenza n.8411 dell’11 Dicembre 2019, ha annullato definitivamente la prima aggiudicazione definitiva ad Autolinee Toscane disposta dalla Regione nel 2016, accogliendo la tesi di Mobit che il piano economico finanziario presentato da Autolinee Toscane non garantiva la bancabilità degli investimenti richiesta dagli atti di gara.
  • In merito ai lavori del TAR, non ci permettiamo nessuna valutazione, né sui modi né sui tempi, rispettosi del lavoro del giudice. Teniamo tuttavia a precisare, ad integrazione di quanto riportato nell’articolo di Repubblica, che, così come Mobit ha accolto l’invito del Presidente del TAR a non richiedere il provvedimento cautelare, Autolinee Toscane e Regione hanno ritenuto opportuno non richiedere l’anticipazione del dispositivo della sentenza per lasciare ai Giudici tutto il tempo necessario per lo studio e la redazione della sentenza.
  • Mobit
  • Mobit contesta il piano industriale di Autolinee Toscane non in quanto questo prevede di acquistare in leasing tutti i bus proposti in offerta. La contestazione, invece, attiene al rispetto da parte di Autolinee Toscane dell’indice di bancabilità previsto dagli atti di gara, in quanto nel calcolo di detto indice non sono stati considerati nei debiti finanziari i canoni da sostenersi per il leasing comprensivi di quota capitale ed interessi. Una semplice verifica presso qualsiasi istituto bancario può attestare che un acquisto fatto tramite leasing rappresenta un debito finanziario da considerare nel debito complessivo dell’azienda e quindi da considerarsi ai fini dell’indice di bancabilità.
  • E’ implausibile ipotizzare che la motivazione per anticipare la firma del contratto di servizio a metà marzo, a prescindere dalla sentenza del TAR e dal completamento del cronoprogramma per il trasferimento di beni e personale come richiesto dal bando, possa essere la scadenza della Giunta Regionale, quando vige il principio della continuità dell’attività amministrativa.
  • Sostenere poi che non firmare il contratto di servizio prima che questa Giunta termini il proprio mandato ha l’effetto di bloccare questa gara ed è foriero di penali contraddice al suddetto principio della continuità dell’attività amministrativa, come se obiettivo della Giunta attuale fosse quello di vincolare la prossima amministrazione che sta per essere eletta.
  • Non è vero che l’attuale gestione delle aziende toscane pregiudichi le certezze dei lavoratori, il servizio per i cittadini e gli investimenti. L’evidenza sta nell’attività svolta negli ultimi anni e in quella in corso nelle quali gli attuali gestori hanno dato certezza di occupazione e di retribuzione a tutti i lavoratori; hanno garantito il servizio per quantità e qualità come disposto dalla Regione Toscana; hanno assicurato investimenti nel rinnovo della flotta addirittura doppi rispetto a quelli ipotizzati nel 2017 e previsti nei primi due anni del contratto di gara; hanno continuato ad investire in innovazione tecnologica e di servizio con l’ingresso di bus ibridi, infomobilità mediante app, installazione paline elettroniche, installazione di tornelli a bordo bus, diffusione di titoli di viaggio elettronici con prime applicazione del pagamento cash-less in diversi bacini provinciali.
  • Infine Mobit precisa che le aziende attualmente concessionarie non hanno mai manifestato l’intenzione di rifiutare le procedure per il subentro, ma hanno semplicemente contestato e contestano le modalità e il contenuto degli atti di cessione dei beni proposti da Autolinee Toscane perché, fra l’altro, volendoli anticipare rispetto alla definizione del contenzioso, determinerebbero situazioni irreversibili e sono anche per più versi di impossibile attuazione, talché anche l’ipotesi di un ricorso all’Anac appare fuor di luogo.

Il Presidente Mobit

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